Tre giornalisti afghani dipendenti da organismi pubblici di informazione sono stati puniti con trattenute di cinque giorni sul salario per aver utilizzato un linguaggio 'impropriò nei loro reportage. Lo si è appreso da fonti ufficiali del ministero della cultura. In una comunicazione inviata dal ministero agli interessati si afferma che sono stati puniti «per non aver rispettato i principi culturali e islamici». Nessun dettaglio più preciso è stato fornito dalle fonti ministeriali. Contattato dall'Afp uno dei tre giornalisti, Abdul Basir Babai, ha spiegato che la sua colpa è stata quella di aver usato parole persiane, utilizzate in Iran e non quelle equivalenti della lingua pashtu, prevalente in Afghanistan, dove però viene parlata anche una lingua sorella di quella persiana (farsi), il dari. Le tre parole indicate dal giornalista - contattato a Mazar-i-Sharif - sono 'universita«, 'studentì e 'certificatò, utilizzate in un reportage sulla consegna di diplomi a studenti universitari. Babai lavora per la televisione locale Balkh Tv e per la radiotelevisione nazionale Rta. Quest'ultima lo ha temporaneamente escluso dai notiziari. Le organizzazioni locali della stampa denunciano un livello crescente di intimidazioni nei confronti dei giornalisti. A Mazar-i-Sharif di recente un giornalista è stato condannato a morte da un tribunale in primo grado per aver stampato articoli sulla donna nell'Islam presi in un blog iraniano.