[Turchia] Doppio sguardo
di Luca Manunza
Istanbul, ottobre 2007
Ho vagato ininterrottamente giorno e notte per la città a sentire la gente qui a Istanbul, tra caffè e strade, dove le manifestazioni non sono mai terminate, anzi hanno preso il ritmo di tre quattro cortei al giorno, capeggiati come sempre da esponenti dei partiti nazionalisti, e dalle varie associazioni universitarie che militano accanto le fila governative. Queste ultime sono tante e si fanno sentire per le strade, gli slogan sono sempre gli stessi, slogan che inneggiano l'indipendenza (quanto mai sempre più fasulla) dai governi occidentali, e inni nazionalisti contro le fila del vecchio PKK oggi MURAT KARAYILAN e il popolo curdo.
[Iran] Dal caos iracheno alla scalata contro l'Iran
di Alain Gresh per Le Monde Diplomatique
Affermare la terza guerra mondiale è una cosa, identificare il “nuovo Hitler” è un’altra. Dall’ 11 Settembre il presidente George W. Bush ha successivamente designato come avversari Al-Quaeda; l’ “asse del Male”, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il fascismo islamico, talvolta ha mescolato tutti questi ingredienti. Adesso, il ruolo principale di “malvagio” è affidato all’Iran e incarnato dal presidente Mahmoud Ahmadinejad e le sue dichiarazioni provocatorie. Di Alan Gresh.
[Isr-Pal] L'importanza di un summit fallito in partenza
di Gideon Levy per Haaretz
Non sottovalutiamo il summit di Annapolis. A dispetto di tutte le previsioni di un fallimento, peraltro del tutto giustificate, questo vertice potrebbe dare un importante contributo alla storia dei negoziati arabo-israeliani. Per la prima volta sarà chiaro come il sole chi è che aspira alla pace e, soprattutto, chi ne fugge come dal demonio. Israele si reca a Annapolis come se ve la mandassero a forza. Il Primo Ministro ha le mani legate. Se osasse affrontare le questioni cruciali, le uniche da discutere in quella sede, il suo destino politico sarebbe segnato. Due partiti, lo Shas e l’Yisrael Beiteinu, hanno già affermato che, in questo caso, farebbero cadere il governo. Possiamo ben credere che Ehud Olmert, il sopravvissuto, è consapevole del pericolo. Che ottenga o no accordi maestosi, parrà che i suoi incontri bisettimanali con il Presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, non siano mai avvenuti. Eli Yishai non lo permetterà, Avigdor Lieberman lancia minacce, e persino Ehud Barak si è accigliato. Un'Israele che rifiuta di discutere le questioni chiave è un'Israele che non vuole la pace. Così è.
[Isr-Pal] Il crepuscolo: i bambini dell'anno 5767
di Gideon Levy per Hareetz
E' stato un anno abbastanza tranquillo, relativamente parlando. sono stati uccisi solo 457 palestinesi e 10 israeliani, secondo l'organizzazione per i diritti umani B'Tselem, comprese le vittime dei missili Qassam. Meno sinistri di molti degli anni precedenti. Tuttavia, è stato ugualmente un anno terribile: 92 bambini palestinesi sono stati uccisi (fortunatamente, non è stato ucciso un solo bambino israeliano, nonostante il lancio dei Qassam). Un quinto dei palestinesi uccisi erano bambini e fanciulli - un numero sproporzionato, quasi senza precedenti. E' l'anno ebraico 5767. Quasi 100 bambini che erano vivi e che stavano giocando nel passato Anno Nuovo, ma che non sono sopravissuti per vedere quello attuale.
[Turchia] Tre domande per capire il conflitto nel Kurdistan iracheno.
di Marc Semo per Liberation
Mentre Washington si muove per evitare un intervento dell’esercito turco nel Kurdistan iracheno, il Ministro turco degli affari esteri Alì Babacan, ha insistito martedì a Bagdad sul ruolo della diplomazia per regolare il problema dei ribelli kurdi del PKK nel nord dell’Iraq, ma ha rifiutato la loro offerta di cessate il fuoco.
Nello stesso momento il suo omologo iracheno Hoshyar Zebari ha assicurato che l’Iraq combatterà la “minaccia” che rappresentano le basi nel Kurdistan Iracheno dei separatisti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, in lotto contro il potere centrale di Ankara dal 1984.
[Palestina] Nuova offensiva a Nablus: muore il leader delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa
approfondimenti: morte di un leader
di Raed Debie
L’occupazione israeliana ha colpito di nuovo la città di Nablus, a nord della Cisgiordania. Un attacco missilistico ha colpito la zona di Ras al-Ayn, bombardando un appartamento dove dormivano un gruppo di resistenti delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, gruppo armato affiliato a Fatah. L’attacco si è verificato proprio all’indomani dell’accordo per una tregua tra Israele e il governo provvisorio di Salam Fayyad, a seguito degli ultimi, attesi, accordi di pace. Il bombardamento ha causato la morte del leader del gruppo, Basem Abu Serieh, che ha lasciato una giovane moglie e una figlia di un anno.
[Israele] Hamedovevet
di Dalia Karpel
"Noi - soldati israeliani, venivamo mandate lì per punire i
Palestinesi", dice Ilan Vilenda, un soldato israeliano che ha effettuato
il servizio militare a Rafah durante la prima Intifada.
Ilan è l´unico soldato su 21 che ha accettato di far pubblicare il
proprio nome, dopo essere stato intervistato dalla psicologa Nofer
Ishai-Karen.
I soldati hanno parlato liberamente con Nofer, che ha svolto servizio
militare con loro nello stesso battaglione Ashbal 20 anni fa; hanno
rivelato le loro emozioni più intime sugli orrendi crimini cui hanno
preso parte: assassinare, spezzare le ossa di bambini palestinesi,
azioni umilianti, distruzione di proprietà, rapine e furti.
[Libano] La lotta accanita degli attori internazionali complica le elezioni libanesi
di United Nation Office for the Coordiantion of Humanitarian Affair per reliefweb
Le differenti fazioni che si contendono attualmente il Libano stanno ad un bivio: accordo o guerra.
Lo scrutinio presidenziale che doveva avere luogo il 23 settembre è stato spostato al 25 ottobre in quanto i deputati non sono arrivati a trovare un accordo sul candidato. I deputati membri dell’opposizione hanno boicottato lo scrutinio perchè secondo loro il sistema politico libanese, settario e fragile, esige un presidente che soddisfi entrambi i campi.
[Palestina] Leader fantoccio
di Gideon Levy per Haaretz
Mahmoud Abbas deve restare a casa. Per come stanno ora le cose, non deve
andare a Washington. Anche i suoi incontri con Ehud Olmert stanno
gradualmente trasformandosi in una disgrazia e un'umiliazione per il
suo popolo. Da questi incontri non verra' niente di buono. E' diventato
impossibile sopportare lo spettacolo del leader dei Palestinesi che
visita allegramente Gerusalemme; bacia la guancia della moglie
dell'unico primo ministro il quale intanto tiene bloccate un milione e
mezzo di persone del suo popolo, condannandolo al buio e alla fame.
[Libano] La crisi arriva sulle elezioni presidenziali
di Alessandro Di Rienzo
Ci sono giorni in cui a sbrogliare la matassa istituzionale libanese non dovrebbero essere solo i libanesi. I 127 deputati (sarebbero 128 se il falangista Antoine Ghanem non fosse stato ammazzato in un attentato lo scorso 19 settembre) avranno un peso imbarazzante nel guardarsi negli occhi quando dovranno eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Questi 127 uomini non rappresentano solo se stessi o i partiti a cui hanno aderito nel loro percorso politico. Non rappresentano nemmeno solo l'elettorato che li ha nominati parlamentari. Questi 127 sono la proiezione, intellettuale, economica e d'immaginario, di una molteplicità d'ingerenze politico, militari, economiche e culturali esercitati da altri stati sovrani di cui al mondo solo il Libano è così drammaticamente vittima.


