[Giordania] Archiviato il procedimento contro il direttore di 'Shayhan'

Il Tribunale di prima istanza di Amman ha deciso di archiviare il procedimento nei confronti del giornalista Jihad al-Mumini, che lo scorso anno aveva fatto ripubblicare sul settimanale che dirige, 'Shayhan', le caricature del profeta Maometto apparse in precedenza su un quotidiano danese, scatenando accese polemiche.

[Giordania] L'opposizione auspica un cambiamento

In vista delle prossime elezioni legislative, che si svolgeranno il 20 novembre, i partiti dell'opposizione giordana hanno pubblicato un documento in cui fanno appello alla riforma politica e a un cambiamento democratico nel paese, adottando tale dichiarazione come programma elettorale comune di tutti i loro candidati, a prescindere dall'appartenenza.

[Giordania] Oggi i funerali del leader di Fatah al Islam

Si svolgeranno oggi ad Amman le celebrazioni funebri del leader del gruppo armato libanese di Fatah al-Islam, Shaker al-Absi, ucciso tre giorni fa nel campo profughi libanese di Nahr al-Bared. Secondo quanto riporta il giornale arabo 'al-Quds al-Arabì, le celebrazioni si svolgeranno nell'abitazione della famiglia del terrorista, posta nel campo profughi palestinese di al-Wahdat, nel cuore di Amman.

[Giordania] Ad Amman manifestazione pro Saddam e Nasrallah contro Israele e America

Hanno sfilato in corteo nel centro di Amman per condannare l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. La protesta nella capitale giordana si è rapidamente trasformata in un dimostrazione anti-americana, con slogan in favore di Saddam Hussein.

Circa mille persone si sono riversate in strada dopo la preghiera del venerdì mobilitate dai partiti dell'opposizione e dalle associazioni professionali per protest giorni nell'offensiva dello stato ebraico, e difendere il lancio di razzi in territorio israeliano da parte dei militanti. I manifestanti in Giordania hanno però allargato il proprio dissenso alla politica estera in Medio Oriente degl Stati Uniti e al loro incondizionato sostegno a Israele. La gente ha sventolato foto di Saddam Hussein, condannato alla pena di morte domenica scorsa per le responsabilità nella strage di Dujail, ed esposto bandiere di incitamento ad Hamas, Hezbollah e al regime siriano.

[Giordania] Fatwa permessa ai soli leader religiosi nominati dal governo

In Giordania soltanto i leader religiosi nominati dal governo potranno emettere una fatwa (editto religioso islamico). Lo ha deciso oggi il parlamento di Amman con una legge aspramente contestata dagli islamisti. I 15 deputati del Fronte di Azione Islamico hanno lasciato l'aula in segno di protesta, parlando di voto «incostituzionale» e di pressioni del governo sui parlamentari per far passare il provvedimento.

La legge proibisce anche di criticare le sentenze emesse dal Muftì, principale autorità religiosa della Giordania.
«L'approvazione della legge servirà soltanto a rovinare la reputazione del Paese», afferma Azzam Huneidi, capogruppo parlamentare del Fronte, secondo il quale il provvedimento aumenterà la popolarità degli islamisti.

[Giordania] terremoto colpisce Valle del Giordano

Un terremoto di magnitudo 4,5 sulla scala Richter ha colpito il nord del Mar Morto. Lo ha annunciato Petra, l'agenzia di stampa ufficiale giordana. Non si segnalano danni o vittime.

Tra le zone colpite le regioni collinari a ovest di Amman e la Valle del Giordano: lo ha riferito Darweesh Jaashir, il vice direttore generale dell'Autorità della Valle del Giordano.
Il terremoto, ha aggiunto, è "stato il risultato naturale delle placche che si spostano sotto il Mar Morto contro quelle delle Valle del Giordano".

09 Settembre 2006

[Gior-Iraq]Profughi senza terra

Due dei 198 rifugiati curdo-iraniani bloccati allla frontiera tra la Giordania e l’Iraq dal gennaio 2005 hanno iniziato uno sciopero della fame “permanente” da domenica scorsa (25 giugno NdT) .
L’azione è stata intrapresa per fare maggiore pressione sull’agenzia dei rifugiati dell’Onu, UNHCR, affinche vengano trasferiti in un paese terzo, come ha dichiarato Khabat Mohammadi, portavoce dei rifugiati.
La decisione è stata presa dopo che la settimana precedente l’intero gruppo di rifugiati – che comprende anche donne e bambini – aveva attuato un giorno di sciopero della fame in occasione della giornata internazionale del rifugiato (20 giugno) per attirare l’attenzione internazionale sulla loro richiesta.

Questa azione evidenzierà ancora una volta le difficoltà in cui si dibatte l’ufficio dell’UNHCR ad Amman quando deve fornire assistenza medica al gruppo. Secondo l’agenzia, i rifugiati sono in una zona che ufficialmente non è né territorio iracheno né territorio giordano. Inoltre, a causa della mancanza di sicurezza lungo la frontiera iraco-giordana, “l’accesso dell’UNHCR e l’aiuto ai rifugiati è discontinuo e sporadico”, come affermano in un rapporto presentato lunedì in Giordania.

Fonti dell’agenzia indicano anche che sono in corso colloqui con varie entità per trovare il modo più vantaggioso per aiutare i rifugiati, soprattutto in termini di aiuto sanitario a coloro in sciopero della fame. Ma per l’Agenzia la sistemazione in un paese terzo non è necessariamente un obbligo, e può essere possibile solo se c’è la disponibilità del paese terzo all’ospitalità.

I rifugiati hanno di recente rifiutato l’offerta di aiuto dell’UNHCR per ritornare in Iran, a causa della loro condizione di oppositori politici di Teheran. Dal canto suo , il governo giordano rifiuta l’accolgienza nel timore che centinaia di rifugiati si affollino alle sue frontiere. Il gruppo di profughi si trova nella zona di confine di Karama dopo essere stato costretto ad abbandonare il campo di Al Tash, nel governatorato di Anbar, in Iraq, in seguito all’offensiva americana nella zona del gennaio 2005.

[Giordania] Re Abdallah ad Olmert: basta mosse unilaterali

Un accorato appello al premier israeliano Ehud Olmert affinchè rinunci a mosse unilaterali nei
Territori è stato espresso da re Abdallah di Giordania in una intervista al quotidiano Yediot Ahronot di Tel Aviv. I due dirigenti si incontreranno domani ad Amman, precisa il giornale.
''Sono molto preoccupato per il progetto di ritiro unilaterale'' ha detto re Abdallah. ''Ogni mossa unilaterale da parte di Israele potrebbe privare i palestinesi del loro diritto legittimo, riconosciuto internazionalmente, ad uno stato indipendente sulla loro terra''.
Il re ha aggiunto che una politica del genere potrebbe anche avere ripercussioni negative nella intera Regione: ''la nostra capacità di migliorare le relazioni con Israele potrebbe subire ripercussioni, per via della politica unilaterale''. A suo parere occorre piuttosto affrontare la crisi umanitaria nei Territori, sostenere il presidente Abu Mazen, rilanciare il Tracciato di pace del Quartetto. Da parte sua, Hamas dovrebbe rispettare le decisioni passate (dell'Anp) e sostenere la iniziativa di pace araba del 2002.

[Giordania] La corte di sicurezza accusa dodici persone per terrorismo

La procura della Corte di sicurezza di Stato di Amman ha incriminato per terrorismo 12 sospetti, accusati di voler organizzare attentati in Giordania contro obiettivi americani e israeliani e in Iraq contro le truppe americane. Lo riferiscono fonti giudiziarie. I sospetti appartengono a due distinte cellule e fra loro vi è Omar Khalayleh, 30 anni, un cugino di Abu Musab al Zarqawi, il terrorista giordano considerato il leader di al Qaeda in Iraq.

Khalayleh faceva parte di una cellula di cinque persone, tutte arrestate in maggio. L'accusa per loro è di minare le relazioni della Giordania con un altro Paese e di aver reclutato uomini da inviare a combattere le truppe americane in Iraq.

[Giordania] La lunga strada verso i diritti delle donne

"Sconvolte ma non sorprese". Così si sono definite le attiviste dei diritti umani in Giordania nell’apprendere che la maggioranza delle donne nubili del paese appoggiano le punizioni fisiche compiute dagli uomini nei confronti delle loro mogli per motivi disciplinari. “E’ inimmaginabile che la dignità delle donne si sia talmente abbassata al punto di accettare umiliazioni e botte”, ha dichiarato Adab Saud, parlamentare e attivista femminista.
Uno studio del Ministero della Sanità, reso noto il 30 maggio, rivela che il 53% delle donne nubili accettano l’idea della punizione fisica, contro il 40% degli uomini intervistati. Lo studio dice anche che la percentuale femminile scende al 45% - cifra comunque molto alta – se vengono prese in considerazione le donne sposate.