Il Tribunale giordano di Sicurezza di Stato ha condannato a morte in contumacia per la terza volta Abu Musaab al-Zarqawi, luogotenente di al-Qaeda e capo della rete terroristica di Osama bin Laden in Iraq. L'accusa è quella di aver pianificato il fallito attentato al varco di Al-Karama, lungo il confine tra Iraq e Giordania, lo scorso anno. La stessa pena è stata emessa nei confronti di due dei suoi collaboratori, Fahd Numan al-Faqihi, condannato per direttissima, e Darar Ismail Abu Awda, detto Abd al-Rahman al-Afghani, condannato in contumacia. L'accusa, nei loro confronti, è di trasporto e detenzione di materiale esplosivo e di cospirazione di attentati terroristici. Dopo la lettura della sentenza al-Faqihi (24 anni) ha detto ai giornalisti: «La mia morte è un martirio, la mia prigionia è un rifugio, il mio esilio un viaggio». Secondo il Tribunale giordano Zarqawi e Abu Awda sono responsabili di aver formato gruppi militari che praticano il suicidio per portare a termine attentati con autobombe in Iraq e Giordania. Nello specifico, Faqihi si sarebbe occupato dell'attentato al varco di Al-Karama, fallito per un guasto tecnico, mentre Abu Awda sarebbe responsabile dell'esplosione al check-point di confine di Al-Turaybil, in Iraq, a causa del quale persero la vita due soldati delle forze multinazionali e altri cinque rimasero feriti.Zarqawi era già stato condannato a morte una volta nel 2001 per aver pianificato attentati terroristici contro turisti e obiettivi americani in Giordania. Stessa condanna nel 2002, per il suo coinvolgimento nell'omicidio di un diplomatico Usa. Gli Stati Uniti lo considerano il primo ricercato in Iraq e su di lui pende una taglia di 25 milioni di dollari.