Israele rimprovera l'Unfil di non riferire al Consiglio di Sicurezza dell'Onu un quadro preciso della situazione in sud Libano, «dissimulando intenzionalmente» violazioni della risoluzione 1701 dell'Onu da parte degli Hezbollah: lo hanno riferito oggi fonti politiche israeliane al quotidiano Haaretz e all'ANSA. Secondo Haaretz, che cita non meglio precisate «fonti autorevoli a Gerusalemme», l'Unifil starebbe intenzionalmente celando al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite informazioni sulle attività condotte dagli Hezbollah a sud del fiume Litani, con lo scopo di evitare di entrare in conflitto con l'organizzazione militare. Negli scorsi sei mesi, secondo le fonti israeliane citate dal giornale, ci sono stati almeno quattro casi in cui soldati dell'Unifil hanno identificato unità armate degli Hezbollah senza intervenire e senza riferirlo al Consiglio di sicurezza. Secondo Haaretz, le forze armate israeliane e il ministero della difesa sono molto adirati col comandante dell'Unifil, il generale italiano Claudio Graziano, per una asserita «blanda interpretazione della sua missione». Graziano, hanno detto le fonti di Haaretz, «sta riferendo mezze verità per evitare imbarazzi e un conflitto con gli Hezbollah».

Un'altra fonte governativa israeliana ad alto livello, citata da Haaretz, ha detto a sua volta che «c'è un tentativo da parte di diversi fattori nell'Onu di fuorviare il Consiglio di sicurezza e di dissimulare tutto quanto ha a che fare col rafforzamento degli Hezbollah in sud Libano». Ha particolarmente infuriato Israele, secondo Haaretz, un rapporto su un incidente avvenuto all'inizio dello scorso marzo tra soldati dell'Unifil e uomini armati non identificati e nel quale, secondo le fonti israeliane, Unifil avrebbe taciuto numerosi particolari. Nell'incidente - riferisce il giornale - guerriglieri Hezbollah avevano minacciato con le armi soldati del contingente italiano dell'Unifil che avevano fermato un camion carico di armi. I 'caschi blù hanno allora preferito abbandonare il sito, rilevano gli israeliani, «senza ricorrere alla forza come invece prescrive il mandato» contenuto nella risoluzione ONU che nel 2006 ha dispiegato il contingente Unifil, ponendo fine ai 33 giorni di conflitto fra gli Hezbollah e Israele. Haaretz cita inoltre una fonte diplomatica all'Onu secondo la quale alti ufficiali dell'Unifil e della segreteria delle Nazioni Unite hanno esercitato forti pressioni per fare in modo che l'incidente non fosse incluso, o fosse almeno offuscato, nel rapporto del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Secondo il giornale, quello venne definito dai vertici militari Unifil come «il primo incidente accaduto», ma in realtà, secondo le fonti israeliane, ne sarebbero avvenuti in precedenza anche altri. Una fonte politica autorevole a Gerusaleme, che ha chiesto di restare anonima, ha confermato all'ANSA la sostanza dell' articolo e le critiche israeliane rivolte all'Unifil. «Noi - ha aggiunto - siamo risentiti perchè l'Unifil deve riferire ciò che succede sul terreno e non lo deve fare in modo selettivo. I nostri sorvoli aerei sul sud Libano sono sempre puntualmente citati nei rapporti dell'Unifil mentre non succede lo stesso quando ci sono violazioni da parte degli Hezbollah. In questo modo - precisa la fonte governativa israeliana - il Consiglio di sicurezza riceve un'immagine distorta della situazione, nella quale Israele sembra essere sempre in torto mentre gli Hezbollah non fanno mai nulla di male». «In violazione della risoluzione 1701 e sotto il naso dell'Unifil - secondo questa stessa fonte dell'ANSA - gli Hezbollah sarebbero già riusciti a contrabbandare a sud del fiume Litani 30mila razzi, molti del tipo katiusha già usato dai guerriglieri per colpire il nord di Israele durante il conflitto nell'estate del 2006.