È stata chiesta la pena capitale per quattro estremisti islamici, tra cui Shaker al-Absi, latitante leader del gruppo Fatah al-Islam, accusati di aver pianificato ed eseguito in Libano un attentato nel quale un anno fa persero la vita tre persone. Lo riferisce stamani l'agenzia libanese Nna. L'agenzia precisa che il procuratore generale Said Mirza ha chiesto la pena di morte, oltre che per al-Absi, anche per due siriani e per un palestinese, accusati di esser coinvolti nel duplice attentato del 13 febbraio 2007 avvenuto nei pressi di Ayn Alaq, località cristiana 20 km a nord-est di Beirut. Citato dalla Nna, Mirza ha inoltre rivelato che un «prezioso contributo per rivelare l'identità dei colpevoli» è stato fornito dal defunto capitano della polizia Wissam Eid, ucciso da un'autobomba a Beirut lo scorso 25 gennaio. Secondo quanto affermato da Mirza, uno degli esecutori del crimine ha confessato che l'attentato «era un messaggio» intimidatorio alla maggioranza parlamentare antisiriana libanese. Mirza ha inoltre detto che Fatah al-Islam - gruppo estremista islamico ispirato ad al-Qaida e protagonista di una lunga e sanguinosa battaglia contro l'esercito libanese l'estate scorsa nel campo profughi palestinese di Nahr al-Bared - era anche ostile all'Unifil, la forza Onu schierata nel sud del Libano, perchè considerata «una presenza che occupa territori dell'Islam».