Il movimento sciita libanese Hezbollah ha oggi fatto sapere che la sua «furia potrebbe esplodere in ogni momento», rispondendo così alle affermazioni del leader druso antisiriano Walid Jumblatt, secondo cui la maggioranza al potere composta dalle forze del '14 Marzo' è pronta alla guerra contro lo stesso movimento sciita. In uno dei suoi più violenti discorsi sin dalla fine della guerra civile (1975-1990), quando era uno dei signori della guerra e capo di una potente milizia, Jumblatt ieri ha affermato rivolgendosi ad Hezbollah: «se volete il caos, è il benvenuto, se volete la guerra, è benvenuta». Il vice capo dell'ufficio politico di Hezbollah Mahmud Qomati citato oggi dalla stampa ha dal canto suo affermato: «Diciamo a coloro che vogliono il confronto che noi siamo i più forti e i più pazienti, ma c'è un limite alla pazienza». Egli ha poi ammonito le forze del '14 Marzo': «Dovete sapere che dal momento in cui saremo infuriati, nulla ci impedirà scendere nelle strade qualora lo decidessimo». Un altro esponente di Hezbollah, l'ex ministro del lavoro Trad Hamadeh, ha però minimizzato la portata delle affermazioni di Jumblatt, affermando al quotidiano Daily Star che il leader druso voleva «mobilitare» i sostenitori del '14 Marzò in occasione della manifestazione prevista a Beirut giovedì prossimo per celebrare il terzo anniversario dell'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri.