[Palestina] Campagna per il diritto di ingresso e rientro nei Territori Palestinesi Occupati
E' partita il 27 ottobre per i Territori Palestinesi Occupati una delegazione di 14 parlamentari europei, organizzata da Luisa Morgantini, per sensibilizzare l'UE sul tema dei profughi palestinesi e per chiedere sostegno alla campagna internazionale lanciata in Palestina dal network di ONG palestinesi
PNGO in collaborazione con l'IPCRI - Centro Israelo Palestinese per la ricerca e l'informazione, relativa alla politica israeliana di diniego dei visti di entrata di palestinesi con passaporti stranieri, stranieri di origini palestinesi, stranieri coniugati con palestinesi, stranieri cooperante, studenti, imprenditori,lavoratori, che negli ultimi tempi ha subito una brusca crescita.
[Italia] Diritto alla fuga
Diciotto immigrati sono riusciti a fuggire questa notte dal centro di permanenza temporanea in corso Brunelleschi a Torino dove gli ospiti hanno dato vita a una vera e propria sommossa.Tutto è iniziato intorno alle 2 quando alcuni extracomunitari hanno incominciato a dare in escandescenze e a divellere le recinzioni. Un egiziano ha tentato di fuggire ma è stato immediatamente bloccato dalle forze dell'ordine.
A quel punto la rivolta si è ulteriormente intensificata coinvolgendo decine di ospiti, tra cui alcune donne, che hanno incominciato a danneggiare i moduli abitativi e la mensa, a sradicare i sanitari e i cordoli dei marciapiedi ricavando così delle pietre con cui hanno spaccato i vetri blindati dei container.
Chiudere i C.P.T.
Contro i CPT cortei nella giornata di sabato 22 ottobre a Bari e Gradisca d'Isonzo (Go). Dalle 15:00 di Sabato diretta in streaming su RadioLina.
Nella serata, alle ore 21:00 LA7 trasmetterà una puntata speciale del programma "così è la vita" dedicata al c.p.t. di Lampedusa. Girato nella seconda metà di settembre mostra le immagini dei saluti romani imposti ai migranti dai carabinieri del centro, le deportazioni sull'aereo dell'Alitalia verso la Libia con manette ai polsi, le intercettazioni della guardia di finanza al largo dei barconi, le evacuazioni del centro alla vigilia dell'ispezione della delegazione del parlamento europeo. Tra i migranti anche l'inviato dell'espresso Fabrizio Gatti.
[Migranti] Ong: in Marocco deporta clandestini
Varie Ong, fra le quali Medici Senza Frontiere (Msf) e Sos Razzismo hanno denunciato oggi che le autorità marocchine stanno fermando centinaia di subsahariani candidati all'immigrazione clandestina nei dintorni di Ceuta e Melilla -le due enclave spagnole prese d'assalto nelle ultime settimane dagli illegali- per deportarli successivamente verso zone desertiche nel sud del paese. Msf afferma che suoi responsabili hanno localizzato un gruppo di oltre 500 subsahariani -fra i quali donne incinte e bambini anche piccoli- che si trovano nel Sahara marocchino ed affermano essere stati trasportati fino a lì in autobus, dopo essere stati fermati dalla polizia marocchina.
Lunedì 20 a Ponte Galeria contro l’espulsione di Jihad Mohammed Issa
Jihad Mohammad Issa è un palestinese che il 15 giugno ha finito di scontare 20 anni di carcere nel nostro Paese. Convocato telefonicamente presso la questura di S.Lorenzo perché gli fosse notificato il fine pena, vi si è immediatamente recato, ma ha avuto la sgradita sorpresa di ritrovarsi, sì libero, ma, paradossalmente, immigrato clandestino privo di documenti. Per questo, grazie alla legge Bossi-Fini, è stato automaticamente deportato al Centro di Permanenza Temporanea di Ponte Galeria, in attesa di essere espulso. Espulso: ma dove?
Il governo giordano gli ha negato la cittadinanza dopo che il passaporto giordano con cui è entrato in Italia è scaduto ormai da anni.
Paradossi
Le novita' sul caso di Jihad Mohammad Issa le potete trovare su dirittoalfuturo.info
aspettando il 5 agosto: la sorte di Jihad
comunicato di Giulietto Chiesa sul caso di Jihad
Jihad Mohammad Issa è un palestinese che il 15 giugno ha finito di scontare una lunga pena detentiva nel nostro Paese. Convocato telefonicamente presso la questura di S.Lorenzo perché gli fosse notificato il fine pena, vi si è immediatamente recato come era solito fare in altre occasioni per ricevere comunicazioni. Ha avuto, però, la sgradita sorpresa di ritrovarsi, sì libero, ma, paradossalmente, immigrato clandestino privo di documenti. Per questo, grazie alla legge Bossi-Fini, è stato automaticamente deportato al Centro di Permanenza Temporanea di Ponte Galeria.
Migrazioni globali
di Sandro Mezzadra e Maurizio Ricciardi apparso il 10 maggio 2005 su il Manifesto
1. Da poco uscito per la casa editrice il Mulino, il libro a cura di Tiziana Caponio e Asher Colombo, Migrazioni globali, integrazioni locali (pp. 330, ? 18, 50) è un'ottima occasione per fare il punto sui risultati di un'ambiziosa operazione editoriale e scientifica, avviata nel 2002 nel quadro delle attività dell'Istituto Cattaneo di Bologna. Migrazioni globali, integrazioni locali è infatti il terzo volume della collana «Stranieri in Italia», che si propone di presentare con cadenza annuale una selezione delle ricerche empiriche svolte sull'immigrazione nel nostro paese. La selezione, come sempre, è tutt'altro che neutra: ed è anzi, del tutto legittimamente, funzionale alla costruzione di un paradigma scientifico "normale" di analisi dei movimenti migratori.
Zone defininitivamente temporanee
di Federico Rahola
Il nostro tempo - il suo moderno imperialismo militare, le ambizioni quasi teologiche dei suoi governanti dispotici e totalitari - è il tempo dei rifugiati, dei profughi, dell'immigrazione di massa.
(Edward Said, Reflections on exile)
Fonti dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati valutano che durante tutti gli anni Novanta il numero di sfollati sia quasi triplicato. Pur non disponendo di dati precisi, si calcola che nel 1999 vi fossero "in non meno di 40 paesi, oltre 20 milioni di soggetti strappati alle loro case dalla guerra o da violazioni dei diritti umani"[1]. Oggi, nello stato di guerra permanente in cui è precipitato l'"ordine" mondiale, quella cifra appare destinata ulteriormente a salire. E se a questa quota si sommano i profughi ammassati immediatamente fuori dai confini nazionali "di pertinenza", gli oltre 12 milioni di "aspiranti" rifugiati sparsi dappertutto cui in un passato prossimo che sembra lontanissimo sarebbe stato riconosciuto un diritto d'asilo (per non parlare poi dei migranti che costituiscono materialmente e soprattutto soggettivamente ciò che con una certa riduttività nominalistica si descrive come "nuova divisione internazionale del lavoro"), il dato che si ottiene restituisce intero, al di là della semplice grandezza numerica,[2] il fenomeno che con ogni probabilità sintetizza meglio la dimensione politica di fondo del presente: l'esistenza di una massa enorme e continuamente crescente di individui "fuori posto", la maggioranza dei quali - questo l'aspetto essenziale - in eccesso rispetto a ogni possibile territorio e molto difficilmente "ri-territorializzabili", perché definitivamente al di là di ogni dimensione univoca di appartenenza.
[Italia] de Zulueta su Lampedusa
Circa la presenza di almeno 400 migranti a Lampedusa, arrivati nello scorso fine settimana (gli sbarchi proseguono in queste ore), la sen. Tana de Zulueta (Verdi) ricorda al governo che sia la Corte europea dei Diritti umani che il Parlamento europeo hanno ingiunto all'Italia di cessare le espulsioni sommarie di migranti. "La Corte europea dei Diritti dell'Uomo", ha dichiarato la sen. de Zulueta, "nella sua recente lettera al governo italiano, ha posto l'Italia nella condizione di 'sorvegliata specialé. Qualora venissero effettuate nuove espulsioni sommarie senza le tutele previste dal diritto italiano ed internazionale mentre la Corte attende ancora la documentazione sulle precedenti espulsioni, l'Italia sarebbe sanzionata." "Inoltre, le notizie di stampa, unite al rapporto della Commissione europea sul trattamento degli immigrati in Libia", prosegue Tana de Zulueta, "sottolineano come, a dispetto delle affermazioni del governo italiano e del commissario europeo Franco Frattini, le violazioni dei diritti dei migranti in Libia sono estrememente diffuse e preoccupanti.
[Italia] Amnesty scrive a Pisanu: stop a deportazioni in Libia ed Egitto
La Sezione Italiana di Amnesty International ha scritto oggi al Ministro Pisanu chiedendo che vengano rispettati i diritti umani delle centinaia di cittadini stranieri arrivati via mare negli ultimi giorni a Lampedusa. In particolare, l’associazione ha ricordato gli obblighi internazionali dell’Italia per quanto riguarda le procedure di identificazione e di asilo, sottolineando come in precedenti occasioni (in particolare, ottobre e dicembre 2004 e marzo 2005), il Governo abbia deportato oltre mille persone in Libia ed Egitto – paesi in cui i diritti umani sono ampiamente negati - violando il diritto internazionale sui rifugiati.


