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[Libano] L'amico americano ha detto no!

feltmanMichel Edde doveva essere il Presidente della Repubblica libanese. La carica istituzionale più rappresentativa del paese dei cedri adesso è vacante perché Edde, cristiano con simpatie di sinistra, non dava sufficenti garanzie a Washington. Il niet è arrivato nella giornata di venerdì 23 novembre dal telefono di Jeffrey Feltman (nella foto, sul cartello), ambasciatore statunitense a Beirut, sui cellulari di Walid Jumblat colorito esponente della comunità drusa alleato con Parigi e Washington e Samir Geagea ex falangista cristiano rientrato da un anno in Libano dopo l'esilio che lo aveva allontanato dai tempi della guerra civile. Tutto bloccato, carica istituzionale vacante nonostante che il nome di Michel Edde fosse sulla lista dei papabili stilata dal Patriarca cattolico-maronita Nasrallah Sfeir. Il nome di Edde aveva calmato gli ardori e le pretese di Michel Aoun che aveva rinunciato all'insindacabilità di una alternativa a se stesso se il Presidente fosse stato appunto l'anziano Micheal Edde; e aveva visto anche il non veemente rifiuto di Jumblat e degli uomini che mantengono in vita il governo di Siniora privo ormai da un anno della componente sciita. Governo questo illegittimo in quanto la costituzione vuole che tutte le comunità confessionali siano rappresentati nella squadra di governo.

[Libano] Avanti un presidente!

baabdaUna pace civile contro la guerra civile, l'attesa di Beirut

Sono 110 i membri del parlamento libanese che dovranno nominare entro il 24 novembre il prossimo presidente della repubblica. Il successore di Emile Lahoud, presidente uscente, dovrà essere, come è sancito dalla Costituzione, un cittadino appartenente alla comunità cristiano maronita. La scelta appare sempre più difficile nel quadro dello stallo politico fra la maggioranza filo occidentale al governo e l'opposizione vicina a Damasco, guidata dal partito sciita Hezbollah. In queste ora Beirut è crocevia di diplomatici internazionali intenti a garantire una idea di pluralismo, concordia e rappresentanza. Da Ban Ki-moon a Kouchner passando per D'Alema il prossimo presidente dovrà essere un uomo che non creerà grandi malumori nelle sedi istituzionali di Washington e di Parigi come di Tehern e Damasco. La lista dei papabili presidenti dalle mani de Patriarca cattolico-maronita Nasrallah Sfeir è stata consegnata alle mani del presidente del parlamento Nabih Berri. La stampa parla di una lista di sei o sette nomi, i movimenti politici e la stampa ragionano, trattano e mercanteggiano su questi nomi:

[Turchia] Doppio sguardo

di Luca Manunza

Istanbul, ottobre 2007

turchia1Ho vagato ininterrottamente giorno e notte per la città a sentire la gente qui a Istanbul, tra caffè e strade, dove le manifestazioni non sono mai terminate, anzi hanno preso il ritmo di tre quattro cortei al giorno, capeggiati come sempre da esponenti dei partiti nazionalisti, e dalle varie associazioni universitarie che militano accanto le fila governative. Queste ultime sono tante e si fanno sentire per le strade, gli slogan sono sempre gli stessi, slogan che inneggiano l'indipendenza (quanto mai sempre più fasulla) dai governi occidentali, e inni nazionalisti contro le fila del vecchio PKK oggi MURAT KARAYILAN e il popolo curdo.

[Libano] Voci da Nahr al Bared: "Tutto hanno preso"

di Maureen Clare Murphy per electronicintifada

nahrelbared”Non chiedere di ciò che hanno rubato, chiedi di ciò che hanno lasciato” dice Khaled, scherzando aridamente, un palestinese di Nahr al Bared, il campo profughi nel nord del Libano. È chiaro dalle crepe sul soffitto ciò che è rimasto di una casa che un tempo conteneva tre storie, che una volta era grande. Dopo sette anni ha completato la costruzione della sua casa, ma ora la struttura è stata distrutta ed hanno saccheggiato ciò che vi era all’interno.

[Iran] Dal caos iracheno alla scalata contro l'Iran

di Alain Gresh per Le Monde Diplomatique

Affermare la terza guerra mondiale è una cosa, identificare il “nuovo Hitler” è un’altra. Dall’ 11 Settembre il presidente George W. Bush ha successivamente designato come avversari Al-Quaeda; l’ “asse del Male”, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il fascismo islamico, talvolta ha mescolato tutti questi ingredienti. Adesso, il ruolo principale di “malvagio” è affidato all’Iran e incarnato dal presidente Mahmoud Ahmadinejad e le sue dichiarazioni provocatorie. Di Alan Gresh.

[Siria-Israele] Donne che vogliono oltrepassare il muro

di Giorgia Baldi

Il problema dei cittadini delle alture del Golan, occupate dagli Israeliani nella guerra del ’67 è spesso minoritario nella caotica situazione politica mediorientale. Nonostante i lunghi scioperi e le barricate dei drusi nei loro villaggi, negli anni ’80 Israele ha obbligato i cittadini delle alture del Golan a prendere la cittadinanza israeliana. Quel momento ha segnato una grande sconfitta politica non solo della Siria ma dei cittadini che lottavano per la propria identità. Sopravvivere chiuso fra stretti confini non è facile: a questi “apolidi” non è permesso di varcare i confini con la Siria, di riabbracciare le loro famiglie, di studiare in Siria”. La Siria la possono guardare dalla loro finestra, la possono sognare, sperare, immaginare, nient’altro.

[Pakistan] Pervez Musharraf si concede anche il colpo di stato, 1600 esponenti dell'opposizione arrestati preventivamente

musharraf5/11 - L'opposizione degli avvocati, cariche ed arresti a Karachi, Lahore e Punjab

Oltre 1600 persone sono state arrestate in Pakistan, dopo che ieri il presidente Pervez Musharraf ha proclamato lo stato d'emergenza, secondo quanto denunciano diversi partiti dell'opposizione. «La polizia ha arrestato più di 1200 fra nostri leader e militanti nei raid iniziati la scorsa notte», ha affermato Ahsan Iqbal, portavoce della Lega musulmana dell'ex premier in esilio Nawaz Sharif. Fra gli arrestati vi è anche il leader facente funzioni del partito, il numero due Javed Hashmi. «I giorni di Musharraf sono contati e l'intervento dei militari negli affari politici finirà presto», ha detto Hashmi mentre veniva arrestato nella sua casa di Multan, nel centro del Paese. Esponenti del Muttahida Majlis-e-Ammal, un'alleanza di sette partiti religiosi, denunciano 400 arresti fra le loro file. Farhatullah Babar, portavoce del Partito popolare del Pakistan (Ppp) di benazir Bhutto, principale forza di opposizione, parla di numerosi arresti, senza quantificarli. È stata arrestata a Lahore anche la presidente della Commissione diritti umani del Pakistan, Asma Jehangir, assieme a 40 dipendenti della sua organizzazione, mentre l'ex campione di cricket diventato leader politico, Imran Khan, è stato posto agli arresti domiciliari.

[Isr-Pal] L'importanza di un summit fallito in partenza

di Gideon Levy per Haaretz

Non sottovalutiamo il summit di Annapolis. A dispetto di tutte le previsioni di un fallimento, peraltro del tutto giustificate, questo vertice potrebbe dare un importante contributo alla storia dei negoziati arabo-israeliani. Per la prima volta sarà chiaro come il sole chi è che aspira alla pace e, soprattutto, chi ne fugge come dal demonio. Israele si reca a Annapolis come se ve la mandassero a forza. Il Primo Ministro ha le mani legate. Se osasse affrontare le questioni cruciali, le uniche da discutere in quella sede, il suo destino politico sarebbe segnato. Due partiti, lo Shas e l’Yisrael Beiteinu, hanno già affermato che, in questo caso, farebbero cadere il governo. Possiamo ben credere che Ehud Olmert, il sopravvissuto, è consapevole del pericolo. Che ottenga o no accordi maestosi, parrà che i suoi incontri bisettimanali con il Presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, non siano mai avvenuti. Eli Yishai non lo permetterà, Avigdor Lieberman lancia minacce, e persino Ehud Barak si è accigliato. Un'Israele che rifiuta di discutere le questioni chiave è un'Israele che non vuole la pace. Così è.

[Isr-Pal] Il crepuscolo: i bambini dell'anno 5767

di Gideon Levy per Hareetz

E' stato un anno abbastanza tranquillo, relativamente parlando. sono stati uccisi solo 457 palestinesi e 10 israeliani, secondo l'organizzazione per i diritti umani B'Tselem, comprese le vittime dei missili Qassam. Meno sinistri di molti degli anni precedenti. Tuttavia, è stato ugualmente un anno terribile: 92 bambini palestinesi sono stati uccisi (fortunatamente, non è stato ucciso un solo bambino israeliano, nonostante il lancio dei Qassam). Un quinto dei palestinesi uccisi erano bambini e fanciulli - un numero sproporzionato, quasi senza precedenti. E' l'anno ebraico 5767. Quasi 100 bambini che erano vivi e che stavano giocando nel passato Anno Nuovo, ma che non sono sopravissuti per vedere quello attuale.

[Turchia] Tre domande per capire il conflitto nel Kurdistan iracheno.

di Marc Semo per Liberation

Mentre Washington si muove per evitare un intervento dell’esercito turco nel Kurdistan iracheno, il Ministro turco degli affari esteri Alì Babacan, ha insistito martedì a Bagdad sul ruolo della diplomazia per regolare il problema dei ribelli kurdi del PKK nel nord dell’Iraq, ma ha rifiutato la loro offerta di cessate il fuoco.
Nello stesso momento il suo omologo iracheno Hoshyar Zebari ha assicurato che l’Iraq combatterà la “minaccia” che rappresentano le basi nel Kurdistan Iracheno dei separatisti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, in lotto contro il potere centrale di Ankara dal 1984.