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[Libano] Attentato a Beirut in una zona cristiana. Ucciso Antoine Ghanem, deputato antisiriano
Esplosione in un quartiere cristiano nella zona est di Beirut, dove un denso fumo nero si è sviluppato nell'area tra Horesh Tabet e sin el Fil. L'esplosione è stata causata da un attentato il cui bilancio è di nove morti. Fra le vittime dell'attentato esplosivo il deputato maronita, Antoine Ghanem, appartenente alla formazione politica antisiriana "14 marzo". A renderlo noto sono fonti dei servizi di sicurezza libanesi. L'ultimo attentato mortale a Beirut risale al 13 giugno scorso, quando il deputato della maggioranza parlamentare antisiriana Walid Eido era stato ucciso, assieme ad altre nove persone, compreso il figlio, nell'esplosione di un'autobomba sul lungomare della capitale libanese. L'autobomba di oggi cade a pochi giorni dalle decisive elezioni presidenziali, in programma per il 25 settembre.
[Palestina] Per Israele Gaza è una terra, un popolo, un nemico
Il gabinetto di sicurezza israeliano ha dichiarato oggi la Striscia di Gaza «entità nemica», votando per il blocco delle forniture di acqua, energia e carburante. Le sanzioni sono state decise in risposta al continuo lancio di razzi Qassam da parte dei militanti palestinesi contro Israele. La decisione consente a Israele di interrompere le forniture elettriche, idriche e di carburante verso il Territorio.
[Isr-Pal] Tempo scaduto
di Ilan Pappe, seconda conferenza annuale a Bil’in
Giunti al 40° anno di occupazione e al 60° anno dalla Nakba, dobbiamo dire che il tempo è scaduto E uno dei motivi principali per cui il tempo è scaduto è il fatto che noi siamo ancora incollati allo stesso discorso che i moderatori di pace in questa area ci hanno propinato da dieci o quindici anni. Stiamo ancora parlando di soluzione due-stati mentre dovremmo parlare di soluzione uno-stato. Stiamo ancora parlando della possibilità che i rifugiati rinuncino al loro diritto al ritorno, mentre noi dovremmo insistere che i rifugiati dovrebbero avere il diritto al ritorno. E stiamo ancora parlando di accordi parziali mentre dovremmo parlare di una soluzione globale della questione palestinese. Stiamo facendo tutte queste cose perchè alcuni di noi sembra pensino che questa è una posizione pratica, efficace che avvicinerebbe la possibilità di una pace, come se tutto ciò che è accaduto negli ultimi 20 anni indicasse che questa è la via giusta per andare avanti. Al contrario, noi dovremmo parlare un linguaggio diverso, dovremmo fissare altri obiettivi e dovremmo incominciare a perseguirli oggi, prima che sia troppo tardi.
[Libano] SHATILA.. 25 anni fa
19-09-1982 dall'inviato Ansa Bruno Marolo
L'esercito israeliano ha cominciato oggi pomeriggio a ritirarsi da Beirut ovest, dove per tre giorni aveva rastrellato casa per casa gli uomini della sinistra libanese e dove tra venerdì e sabato mattina i miliziani cristiano conservatori di Haddad, suoi alleati, hanno massacrato 1.500 profughi nei campi palestinesi. Ieri sera il presidente americano Ronald Reagan si era detto «sconvolto» dalla strage dei civili e aveva chiesto l' immediato ritiro degli israeliani. Ancora questa mattina le truppe di Israele erano ovunque a Beirut ovest e secondo la radio libanese il capo di stato maggiore gen. Raphael Eytan era stato visto presso l' ambasciata del Kuwait. Ma verso le 15 le truppe di Eytan hanno cominciato ad evacuare i quartieri centrali di Hamar e Verdun e a raggrupparsi alla periferia sud.
[Libano] Naehr el Bared a un giorno dalla fine del conflitto
di Elisabetta, Associazione Zaatar per Medioriente.net
Samira e' una volontaria di Assomoud, lavorava a Naehr el Bared ora come
altri 26.000 palestinesi e' profuga qui a Beddawi, dove lavora al centro
Assoumoud come "social worker", assiste i profughi. La sua famiglia
possedeva 5 case, ora sono tutte distrutte. Mi accompagna in una delle 7
scuole dove sono alloggiate circa 500 famiglie. E' una scuola dell'UNRWA.
Ieri ingenuamente ho pensato che la notizia della fine del conflitto a Naehr
[Isr-Pal] La terra contesa di Hebron
Il colono israeliano Barukh Marzel è un israeliano della destra radicale, che ha avuto un ruolo di rilievo nella creazione di parecchi insediamenti israeliani. Fin dall’infanzia, è stato membro del movimento radicale di estrema destra Kach, sotto la leadership di Meir Kahana. Marzel si è trasferito a Hebron nel 1984, dove vive tuttora.
“Grazie a Dio,altre 10 famiglie ebree sono venute a vivere a Hebron, e la nostra situazione sta migliorando. Tutto sta andando nella direzione giusta, e stimiamo che circa 40.000 arabi abbiano lasciato Hebron in Giudea e Samaria (la Cisgiordania). Tutti sanno che non ci sarà uno stato palestinese, e che mezzo milione di Ebrei vivranno qui. Il punto è se gli arabi che rimarranno accetteranno questa situazione oppure no. Se combattono, saranno espulsi” ha detto Marzel al giornalista di Ma’an a Hebron.
[Isr-Pal] Bassam Aramin dice di stare aspettando la giustizia Israeliana
di Dan Izenberg per THE JERUSALEM POST
Abin Aramin, 10 anni, è morta improvvisamente il 16 gennaio 2007, dopo essere uscita da scuola camminando sottobraccio lungo la strada con sua sorella e due amiche. Al momento della sua morte, la Polizia di Frontiera stava pattugliando la scuola e la vicina scuola maschile di Anata, un villaggio palestinese a cavallo dei confini della municipalità di Gerusalemme.
[Video] Astrolabio.doc: per un mercato del documentario tra Europa e Medioriente
La prima edizione di Astrolabio.doc – Mercato del Documentario Europa – Medio Oriente si svolgerà dal 4 al 7 ottobre 2007 presso la Nuova Fiera di Roma.
La Cooperativa Suttvuess, attiva nel campo della produzione e post-produzione
audiovisiva, in collaborazione con Doc.it e l’Associazione “Lo Sguardo di Handala” è la organizzatrice della prima edizione di Astrolabio.doc.
L’obiettivo di questo progetto è di offrire uno spazio di mediazione e di scambio tra
[Turchia] Antalya: si conclude senza vittime il dirottamento aereo
di Afet Odalan per Medioriente.net
Intendevano probabilmente compiere «un'azione dimostrativa contro la politica degli Usa» in Medio oriente i due pirati dell'aria che oggi hanno dirottato su Antalya (Turchia meridionale) un aereo turco diretto da Cipro Nord ad Istanbul e poi si sono arresi liberando tutti gli ostaggi. Secondo fonti governative, e da quanto emerge dai primi racconti dei passeggeri, i due dirottatori volevano recarsi in Iran. A bordo dell'areo c'erano 142 persone, 136 passeggeri e i 6 membri dell’equipaggio che hanno passato ore di terrore.
[Italia] Crescono gli attentati contro le moschee nel nord, preoccupazione tra i musulmani
di Hamza Boccolini
È di cinque attentati contro altrettante moschee e associazioni islamiche negli ultimi cinque mesi, tutti concentrati nel nord Italia, il dato che desta maggiore preoccupazione tra i responsabili delle comunità islamiche del nostro paese.


