La probabile uscita di scena del "grande nemico" Ariel Sharon non rallenta i preparativi di Hamas in vista della grande sfida elettorale delle politiche palestinesi del 25 gennaio con il partito Al Fatah del presidente Abu Mazen. Il movimento integralista ha lanciato la notte scorsa le trasmissioni test di una emittente televisiva, Al Aqsa, che dovrà contribuire alla campagna di Hamas in vista delle politiche. Al Aqsa, che trasmette dalla Striscia di Gaza, è la prima emittente privata palestinese. L'avvio delle trasmissioni - con la lettura di versetti del Corano - ha suscitato stupore al ministero delle comunicazioni dell'Anp. Secondo un funzionario del ministero Hamas non ha chiesto la necessaria licenza prima di andare in onda. Nei prossimi giorni dovrebbero partire i programmi d'informazione e di comunicazione politica. Le elezioni legislative del 25 gennaio sono le prime cui partecipi il movimento integralista, che si dichiara per la distruzione dello stato di Israele. Secondo informazioni pubblicate dalla stampa saudita Hamas starebbe preparando anche il lancio di un canale Tv via satellite, che avrebbe sede a Dubai. Stando al dirigente del movimento integralista Ismail Hania, tuttavia, l'operazione avrebbe subito ritardi a causa di difficoltà economiche e di contingenze locali e regionali.

Una Fonte del ministero delle Comunicazioni palestinese ha espresso stupore oggi di fronte all'avvio, ieri, delle trasmissioni di una stazione televisiva di Hamas. Secondo quanto ha detto un funzionario, il movimento radicale islamico palestinese non ha richiesto la necessaria licenza prima di andare in onda. A due settimane dalle elezioni politiche, Hamas ha ieri inaugurato una propria stazione televisiva, denominata Al Aqsa, nella striscia di Gaza. L'agenzia di stampa palestinese Maan, dando la notizia, ha detto che per ora si tratta di trasmissioni di carattere sperimentale. La televisione di Hamas trasmette sulla frequenza Uhf, per circa un'ora.

Intanto cresce fra i giornalisti palestinesi la preoccupazione per le molte intimidazioni e minacce che subiscono da parte dei vari gruppi armati con l'avvicinarsi delle elezioni. Diversi cronisti palestinesi, corrispondenti di organi di stampa stranieri, hanno ricevuto minacce anche di morte da parte di miliziani integralisti o al Fatah che rimproverano loro di parlare della situazione di caos che predomina nei territori. Le minacce ai giornalisti sono state condannate dal viceministro dell'informazione dell'Anp Ahmed Suboh. «Prendiamo queste minacce molto sul serio», ha affermato un cronista palestinese di Gaza, che ha chiesto di restare anonimo: «molti giornalisti sono spaventati» ha aggiunto. Un gruppo di giornalisti della Striscia di Gaza in un comunicato ha denunciato «ogni forma di terrorismo intellettuale, da qualunque parte venga». Due giorni fa un gruppo di miliziani delle Brigate dei martiri di Al Qasa, braccio armato di Al Fatah, ha attaccato gli uffici della Tv satellitare araba Al-Arabiya, contestando il contenuto di un documentario sulle donne kamikaze palestinesi.