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14 July 2026

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[Gaza] Israele bombarda la parrocchia cara a Papa Francesco

Questa mattina, un nuovo bombardamento ha colpito il complesso della parrocchia cattolica della Sacra Famiglia, nel quartiere al-Zaytun, nel cuore della parte storica di Gaza City. Alle 10:10 un ordigno ha centrato il tetto della chiesa, facendo crollare alcune parti della struttura vicino alla croce. I detriti sono caduti nel cortile, ferendo gravemente due donne che si trovavano in una tenda allestita dalla Caritas per il supporto psicologico, e colpendo altre sei persone, tra cui il parroco, padre Gabriel Romanelli.

Le due donne, date inizialmente per morte perché non rispondevano ai soccorsi, sono state rianimate e trasferite in ospedale. Secondo un bilancio provvisorio, i feriti sono otto: due in condizioni critiche, quattro con lesioni lievi, compreso il parroco argentino, colpito a una gamba. Il servizio di sostegno psicosociale della Caritas era stato sospeso nei giorni precedenti a causa dell’intensificarsi dei raid.

Non è la prima volta che la chiesa cattolica viene colpita. Il 16 dicembre 2023, un altro attacco aveva danneggiato gravemente la parrocchia: bombe israeliane distrussero parte della chiesa, la casa delle suore di Madre Teresa e i pannelli solari che fornivano energia al complesso. Durante quell’incursione, una donna anziana e sua figlia furono uccise da colpi di cecchino mentre cercavano di raggiungere i servizi igienici. All’interno del compound erano presenti circa 700 sfollati. Le condizioni igienico-sanitarie peggiorarono rapidamente. Il generatore venne distrutto, lasciando l’intero stabile senza elettricità né acqua. Il parroco Romanelli, in dichiarazioni successive raccolte da Vatican News e dall’agenzia Sir, riferì di aver passato la notte con i fedeli sulle scale della scuola adiacente, mentre la parrocchia era senz’acqua da giorni.

Nel marzo 2025, un ulteriore raid ha colpito le aree adiacenti alla chiesa. Al ritorno, gli sfollati trovarono vetri rotti e macerie sparse intorno al complesso. La comunità cristiana locale ha denunciato più volte l’assenza di combattenti o miliziani nel sito. La Santa Sede ha condannato duramente questi episodi. Papa Francesco, in più interventi, ha ribadito che “non c’erano terroristi, solo famiglie, bambini, disabili e suore”, definendo gli attacchi una forma di “terrorismo” e invocando la protezione dei civili e dei luoghi religiosi.

L’episodio di oggi ha suscitato immediate reazioni anche a livello politico. La premier italiana Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto “inaccettabile”. A oggi, oltre 500 persone restano alloggiate nella parrocchia della Sacra Famiglia, unico presidio cattolico nella Striscia di Gaza. Le strutture religiose – così come gli ospedali e le scuole – si confermano sempre più spesso bersagli diretti o collaterali dei bombardamenti in corso, nonostante le ripetute richieste internazionali di rispetto del diritto umanitario.

 La Conferenza Episcopale Italiana in una nota dichiara: “Apprendiamo con sgomento dell’inaccettabile attacco alla chiesa della Sacra Famiglia di Gaza. Esprimiamo vicinanza alla comunità della parrocchia colpita, con un particolare pensiero a coloro che soffrono e ai feriti, tra i quali padre Gabriel Romanelli. Nel condannare fermamente le violenze che continuano a seminare distruzione e morte tra la popolazione della Striscia, duramente provata da mesi di guerra, rivolgiamo un appello alle parti coinvolte e alla comunità internazionale affinché tacciano le armi e si avvii un negoziato, unica strada possibile per giungere alla pace”.

Per la parrocchia sotto assedio ogni sera la telefoinata di Papa Francesco
Durante l’escalation del conflitto, è aumentata l’allerta per la sicurezza dei civili e del personale religioso. Suore e missionari continuano a offrire assistenza a famiglie che hanno scelto di restare nella parrocchia, considerandola l’unico rifugio relativamente sicuro. «Se dobbiamo morire, preferiamo farlo vicino a Gesù», ha dichiarato suor Maria del Pilar. All’interno della chiesa, bambini cercano di mantenere una parvenza di normalità con giochi e momenti di preghiera.

Papa Francesco, in contatti costanti con il parroco padre Gabriel Romanelli, ha più volte condannato gli attacchi contro la comunità cristiana di Gaza. Il pontefice ha ribadito che nella chiesa non vi erano miliziani, ma solo famiglie, minori, persone con disabilità e religiose. Ha definito questi atti «terrorismo» e chiesto con forza la protezione dei civili e dei luoghi di culto.

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