L’Egitto esclude l’Autorità Palestinese dal vertice di pace a Sharm el-Sheikh, scatenando sorpresa e tensioni diplomatiche. Il governo egiziano ha deciso di non invitare ufficialmente l’ANP al summit, spiegando che l’Autorità non è inclusa nel piano di pace promosso dall’amministrazione Trump. Questo vertice, che si svolge in Egitto e vede la partecipazione di oltre 20 leader internazionali tra cui Donald Trump, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, e vari capi europei e arabi, ha l’obiettivo di formalizzare la prima fase dell’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, ma l’assenza ufficiale dell’ANP sottolinea la complessità in corso nei negoziati.
Pur non essendo presente al summit, il vicepresidente palestinese Hussein al-Sheikh ha avuto un incontro ad Amman con l’ex primo ministro britannico Tony Blair, il cui nome è stato accostato a un possibile ruolo nella futura amministrazione di Gaza post-conflitto. Al-Sheikh ha confermato la disponibilità della leadership palestinese a collaborare con Trump, Blair e altri partner per consolidare il cessate il fuoco, agevolare l’ingresso degli aiuti e avviare il processo di ricostruzione. Tuttavia, il coinvolgimento concreto dell’ANP nella gestione postbellica rimane incerto.
Al summit non partecipano né Hamas, né altre organizzazioni di liberzione della Palestina o partiti politici. Le organizzazioni palestinesi continueranno a negoziare indirettamente attraverso mediatori come Egitto e Qatar. Nessuna presenza anche dall’Iran, nonostante un invito formale, mentre leader di importanti paesi mediorientali come Turchia, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono confermati. L’obiettivo dichiarato del vertice è porre fine alla guerra e avviare una nuova fase di stabilità nella regione, con Trump e al-Sisi a guidare la cerimonia di firma dell’accordo.
La presidenza egiziana ha annunciato oggi (lunedì) che il primo ministro Netanyahu parteciperà al vertice di pace a Sharm el-Sheikh in Egitto. Secondo una fonte interna Trump avrebbe invitato Netanyahu a unirsi al vertice durante il viaggio dall’aeroporto Ben Gurion alla Knesset, non sapendo inizialmente che Netanyahu non avrebbe partecipato; quest’ultimo avrebbe accettato l’invito. Nelle ultime ore si sono svolti intensi colloqui tra Stati Uniti, Israele ed Egitto per concordare la partecipazione di Netanyahu alla conferenza.
Sul piano militare, gli Stati Uniti, attraverso le parole del vicepresidente JD Vance, hanno chiarito che non invieranno truppe a Gaza o in Israele, lasciando il monitoraggio del cessate il fuoco a forze già presenti presso il comando CENTCOM, confermando l’approccio di sostegno senza intervento diretto sul terreno.

