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18 May 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

Ci voleva poco. Pochissimo. Un simbolo dipinto sulle scarpe, una mezza anguria, i colori della bandiera palestinesem e la scritta...

[Gaza] I morti sotto le bombe sono 60mila. Francia: Israele blocca gli aiuti al valico di Rafah

Le autorità francesi hanno lanciato un forte allarme sui blocchi imposti da Israele all’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha annunciato che Parigi inizierà a lanciare via aerea 40 tonnellate di aiuti nella Striscia, in stretta coordinazione con la Giordania, mentre ulteriori 52 tonnellate di forniture rimangono bloccate a el-Arish, città egiziana a 50km dal confine con Gaza, per il mancato via libera israeliano. “La rotta aerea è utile, ma insufficiente. È essenziale che le autorità israeliane consentano finalmente la riapertura degli accessi terrestri per alleviare le atroci sofferenze della popolazione civile”, ha dichiarato Barrot.

Nel frattempo, la catastrofe umanitaria nella Striscia peggiora giorno dopo giorno. Dal 7 ottobre 2023, le forze israeliane hanno ucciso almeno 60,034 palestinesi e la fame si sta rapidamente aggravando: secondo l’ultimo rapporto dell’IPC (Integrated Food Security Phase Classification), è in corso lo “scenario peggiore di carestia”, con un terzo della popolazione che passa giorni senza cibo e oltre 500,000 persone in condizioni di fame estrema, destituzione e morte (Fase 5 “Catastrofe”). I dati mostrano che più di 20,000 bambini sono stati ricoverati per malnutrizione acuta dall’inizio di aprile, di cui oltre 3,000 in condizioni gravissime.

A Gaza, i medici descrivono una realtà allarmante: neonati privi di massa muscolare, bambini che rischiano la vita anche dopo la somministrazione di cibo per le gravi complicanze indotte dalla fame, morte cardiaca, infezioni e deficit irreversibili nello sviluppo del sistema nervoso e nelle capacità cognitive. In sole 24 ore, almeno 147 persone (88 delle quali bambini) sono decedute per malnutrizione.

Le parole del Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, sono state un monito inequivocabile: “I fatti sono chiari e innegabili. I palestinesi di Gaza stanno vivendo una catastrofe umanitaria di proporzioni epiche. Non è un avvertimento, ma una realtà sotto i nostri occhi. La goccia di aiuti deve trasformarsi in un’onda. Cibo, acqua, medicinali e carburante devono arrivare senza ostacoli”.

Nonostante alcuni annunci di pause tattiche negli attacchi da parte delle forze israeliane e la promessa di corridoi per gli aiuti, i combattimenti nei pressi dei centri di distribuzione continuano. Le organizzazioni umanitarie e le Nazioni Unite ribadiscono che il lancio aereo di aiuti non può bastare e che solo la riapertura dei valichi consentirebbe di evitare livelli ancora più drammatici di mortalità e sofferenza civile.

L’appello internazionale per un cessate il fuoco immediato e permanente, la liberazione dei prigionieri e un accesso umanitario completo è ormai unanime, di fronte a una crisi che si aggrava ogni giorno e che assume i contorni di una tragedia storica.

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