Hamas dice “sì, ma” in risposta al piano di Trump.
L’organizzazione di liberazione della Palestina ha principalmente accettato l’idea dello scambio di prigionieri e l’idea di un’amministrazione tecnocratica palestinese di Gaza, tuttavia ha posto delle domande su altri punti, soprattutto per quanto riguarda questioni come l’amministrazione internazionale di Gaza.
La dichiarazione di Hamas afferma che il futuro di Gaza – il futuro dell’intera lotta – sarà decisa dal consenso palestinese. chiedono quindi un consenso palestinese più ampio per arrivare a una risposta definitiva.
Il dirigente di Hamas Musa Abu Marzouk, intervistato da Al Jazeera, ha spiegato che il movimento ha accettato una visione regionale e internazionale proposta dall’Egitto, che affronta temi chiave come la pace e il futuro della Striscia di Gaza. Hamas si dice pronta a consegnare le armi a uno Stato palestinese futuro, sottolineando che chi assumerà la guida di Gaza dovrà avere il pieno controllo della sicurezza.
Per quanto riguarda il piano avanzato dal presidente americano Donald Trump, Abu Marzouk chiarisce che il movimento ne accetta i principi generali come base di discussione, ma sottolinea la necessità di negoziati per ogni dettaglio applicativo. Hamas apprezza gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale e dalle leadership arabe e islamiche, inclusi quelli della Presidenza Trump, sia per il cessate il fuoco sia per favorire lo scambio dei prigionieri e garantire l’arrivo degli aiuti umanitari.
Il movimento chiede agli Stati Uniti di adottare un atteggiamento costruttivo verso il futuro del popolo palestinese, ribadendo che nessuna soluzione potrà essere imposta senza un negoziato. Rispetto al piano statunitense, Hamas rivendica la propria identità di movimento di liberazione nazionale, respingendo la definizione di terrorismo.
L’eventuale presenza di forze di mantenimento della pace, così come la gestione dei prigionieri — vivi o salme —, secondo Hamas, dovranno essere oggetto di chiarimenti e accordi pratici, riconoscendo che certe richieste, come lo scambio entro 72 ore, appaiono attualmente fuori dalla realtà. Il movimento ribadisce la propria disponibilità ad avviare negoziati su tutte le questioni rilevanti, specialmente quelle legate alla sicurezza e al controllo delle armi.
Sul piano interno Hamas segnala il raggiungimento di un’intesa nazionale finalizzata al passaggio della gestione di Gaza a una commissione indipendente, in coordinamento con l’Autorità Palestinese e con il sostegno dei paesi arabi e musulmani. Il movimento sottolinea infine che la definizione del futuro della Striscia è questione che richiederà una discussione nazionale ampia e collegiale. In quest’ottica, Hamas conferma la propria apertura al rilascio di tutti i prigionieri e la volontà di trattare ogni dettaglio tramite la mediazione internazionale, purché venga raggiunto un cessate il fuoco e il pieno ritiro delle forze avversarie.

