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17 May 2026

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[Gaza] Israele uccide ancora due bambini

Due fratelli palestinesi, Fadi e Jumaa’ Tamer Abu Asi di otto e dieci anni, sono stati uccisi sabato 29 novembre da un attacco di drone israeliano mentre raccoglievano legna da ardere nelle strade di Bani Suhaila, periferia orientale di Khan Younis. L’incidente, avvenuto in piena violazione dell’accordo di cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre, riporta drammaticamente alla luce la fragilità della tregua e il costo umano della sua continua violazione.​

Secondo testimonianze raccolte da diverse fonti internazionali i due ragazzi erano usciti di casa per cercare legna da vendere, con il ricavato avrebbero comprato cibo e un vestito per il padre, costretto su una silla a rotelle e in attesa di un controllo medico. L’esercito israeliano ha confermato l’attacco, affermando di aver «identificato due sospetti che avevano attraversato le linee del cessate il fuoco» e di averli «neutralizzati» perché «minaccia per i soldati israeliani». Tali linee non sono segnate e regnano solo nella testa degli occupanti.  Nel comunicato, l’esercito non ha fatto riferimento all’età delle vittime.​

Fonti mediche dell’Ospedale Nasser di Khan Younis hanno confermato il decesso dei due fratelli, trasportati in condizioni critiche presso il nosocomio. L’attacco si è verificato vicino alla cosiddetta «linea gialla», il confine mobili tracciato unilateralmente dalle forze israeliane per separare la fascia occidentale della Striscia da quella orientale, che secondo l’accordo di Sharm el-Sheikh avrebbe dovuto garantire la sicurezza dei civili.​

Continue violazioni
Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di sistematiche violazioni del cessate il fuoco. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, dal 10 ottobre le forze israeliane hanno ucciso almeno 354 palestinesi, tra cui numerosi bambini. Il Governo di Gaza ha denunciato 535 violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco, con attacchi che hanno colpito scuole, campi profughi e area residenziali.​

La stessa giornata dell’attacco a Bani Suhaila, l’esercito israeliano ha condotto raid aerei anche su altre aree della Striscia: a Tuffah, quartiere orientale di Gaza City, a Rafah e sulla città di Khan Younis. Questa escalation si verifica mentre la comunità internazionale discute i piani di «ricostruzione» statunitense-israeliana, che prevedono di concentrare gli sforzi di ricostruzione nella sola zona est di Gaza, sotto controllo militare israeliano.

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