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06 September 2026

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[Gaza] Msf: Da Israele una carestia costruita a tavolino

Secondo il rapporto di Médecins Sans Frontières (MSF) pubblicato il 7 maggio 2026, la crisi di malnutrizione a Gaza non è il risultato di una calamità naturale, ma una conseguenza diretta e deliberata del blocco sistematico degli aiuti umanitari imposto da Israele. Prima della guerra, la malnutrizione a Gaza era quasi inesistente; in meno di due anni e mezzo, il blocco commerciale e umanitario, unito all’insicurezza permanente, ha privato oltre due milioni di persone di accesso al cibo, all’acqua potabile e alle cure mediche. Tra ottobre e novembre 2025, i tre quarti della popolazione di Gaza erano stimati in condizioni di grave insicurezza alimentare, e nel mese di agosto 2025 l’IPC (Integrated Food Security Phase Classification) ha dichiarato una carestia ufficiale, la prima mai registrata in tutta la regione mediorientale.

Madri e neonati: le vittime più vulnerabili

I dati raccolti da MSF in quattro strutture sanitarie tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026 mostrano un impatto devastante sulle donne in gravidanza e sui loro bambini. Su 201 madri monitorate nelle unità di terapia intensiva neonatale (NICU) degli ospedali Al Nasser e Al Helou, più della metà aveva sofferto di malnutrizione durante la gravidanza: il 90% dei loro neonati è venuto al mondo prematuro e l’84% presentava basso peso alla nascita, con una mortalità neonatale doppia rispetto ai bambini nati da madri non malnutrite. Tra ottobre 2024 e dicembre 2025, MSF ha preso in carico 513 neonati sotto i sei mesi in programmi terapeutici ambulatoriali: di questi, il 32% ha abbandonato le cure principalmente a causa di insicurezza e sfollamento forzato, e il 7% è morto.

Numeri che accusano, appelli inascoltati

Da gennaio 2024 a marzo 2026, MSF ha ammesso nei propri programmi di trattamento 4.950 bambini sotto i 15 anni — il 98% dei quali al di sotto dei 5 anni — affetti da malnutrizione acuta, e ha seguito 3.482 donne in gravidanza o in allattamento in programmi ambulatoriali. I team sul campo denunciano anche il fallimento del sistema privato di distribuzione degli aiuti sostenuto da USA e Israele per sostituire la rete ONU, giudicato del tutto inadeguato rispetto ai bisogni reali della popolazione. MSF definisce questa situazione una “crisi interamente fabbricata” e chiede con urgenza la riapertura dei corridoi umanitari, l’ingresso massiccio di cibo e forniture mediche, e la cessazione immediata di qualsiasi misura che impedisca l’accesso agli aiuti.

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