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22 January 2026

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[Gaza] Sumud, la caravona dal Maghreb che vuole rompere l’isolamento dei fratelli palestinesi

Fonti giornalistiche parlano di 1.500 attivisti provenienti da Algeria, Tunisia e Libia. Le foto che girano sui social fanno sembrare questa carovana di auto, persone e pullman molto più nutrita. Si sono chiamati con ila parola araba “Sumud” (resilienza), un convoglio di solidarietà e umanità in direzione di Gaza. L’iniziativa, coordinata da ONG, associazioni civili, medici, avvocati e giornalisti, ha l’obiettivo di sfidare il blocco israeliano e portare aiuti umanitari ai due milioni di abitanti della Striscia.

Partita il 9 giugno da Tunisi, la carovana ha attraversato la costa tunisina e il confine libico, passando per Tripoli, Misrata, Sirte e Bengasi prima di puntare verso l’Egitto e il valico di Rafah. Le autorità locali in Tunisia e Libia hanno facilitato il passo, garantendo assistenza logistica e sicurezza. A Zawiya il convoglio è stato accolto festosamente dalla popolazione, che ha manifestato vicinanza alla causa palestinese.

Gli organizzatori sottolineano che la carovana non intende solo consegnare beni materiali, ma anche lanciare un messaggio politico: basta con la «guerra genocida» israeliana e apertura immediata dei valichi per l’aiuto umanitario. Denunciano inoltre il silenzio delle autorità arabe e ribadiscono la necessità di rompere il blocco navale, aereo e terrestre imposto su Gaza.

Secondo molti osservatori, anche se le possibilità di entrare effettivamente nella Striscia attraverso Rafah sono minime, la carovana rappresenta un gesto simbolico di resistenza, capace di mobilitare l’opinione pubblica internazionale e di denunciare l’entità della crisi umanitaria in corso. L’accoglienza ricevuta in Tunisia e Libia mostra un consenso popolare ampio, testimoniato da bandiere palestinesi e slogan di solidarietà.

In parallelo, dal mare, attivisti internazionali tra cui Greta Thunberg a bordo della nave Madleen — sequestrata recentemente da Israele — continuano la mobilitazione in favore della popolazione di Gaza. Le carovane via terra rafforzano questo slancio, facendo pressione su Egitto e comunità internazionale affinché intervengano per porre fine all’assedio.

La carovana “Sumud” prosegue quindi un cammino di speranza e determinazione: iniziative simboliche che attraversano le frontiere del Maghreb portando aiuti, vicinanza e una sfida aperta contro il blocco imposto su Gaza. Nei prossimi giorni i convogli tenteranno di superare il confine libico-egiziano. Anche se l’ingresso diretto nella Striscia resta improbabile, l’eco della protesta continua a crescere, scuotendo coscienze e rompendo il silenzio.

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