28.2 C
Gerusalemme
22 January 2026

“I support Palestine Action prisoners. I oppose genocide”. Greta Thunberg si fa arrestare a Londra e svela le contraddizioni di società apparentemente liberali

Il 23 dicembre 2025, Greta Thunberg si è fatta arrestare a Londra per denunciare l’insensatezza illiberale del  Terrorism Act 2000,...

[Israele] I coloni israeliani sono una minaccia esistenziale per i pacifisti israeliani

La raccolta delle olive è tradizionalmente un momento di celebrazione e resilienza culturale per i palestinesi, ma nel 2025 l’evento...

[Palestina] Ebrei contro il genocidio: Sanzionate Israele

Importanti figure ebrei nel mondo stanno chiedendo alle Nazioni Unite e ai leader internazionali di imporre sanzioni contro Israele per...

[Gaza] Tra genocidio, crisi economica e tensioni interne

Prima e dopo il 7 ottobre
La tragedia che il mondo ha osservato dopo il 7 ottobre 2023 non è iniziata in quella data, ma rappresenta il culmine di decenni di oppressione sistematica e confinamento della popolazione palestinese sotto il controllo israeliano. Dopo l’occupazione israeliana del 1967 e il ritiro unilaterale di Ariel Sharon dal 2005, Gaza è stata progressivamente trasformata in un gigantesco campo di internamento a cielo aperto, circondato da recinzioni sofisticate con sistemi di sorveglianza remota, droni, e mitragliatrici automatiche controllate a distanza. Questa struttura di confinamento è stata mantenuta con la complicità del governo dittatoriale egiziano, che ha controllato l’unico varco di passaggio dal territorio, limitando il flusso di persone, beni e rifornimenti umanitari destinati ai civili.

approfondimento: [Israele] Il divenire di uno stato sempre più fascista

Israele ha iniziato a costruire la barriera intorno a Gaza nel 1971, completandola nel 1995, venticinque anni dopo la sua concezione. Questo muro della discordia, comunemente noto come Iron Wall, rappresenta il simbolo fisico dell’internamento perpetuo dei palestinesi gazawi. Dopo il ritiro israeliano del 2005, questo sistema già opprimente è stato ulteriormente potenziato con la sofisticata tecnologia descritta sopra, inclusi sistemi di sorveglianza elettronica avanzati e armi automatiche. La popolazione di Gaza, che nel 2023 raggiungeva quasi 2,4 milioni di abitanti, viveva sotto questo regime di confinamento totale, diventato progressivamente più soffocante nel tempo, specialmente dopo che Hamas prese il controllo nel 2007 seguendo la sconfitta militare dell’Autorità Palestinese nel conflitto civile palestinese del 2006-2007.

Prima del 7 ottobre 2023, Gaza viveva in condizioni di assoluta miseria economica e repressione politica sistematica. Nel 2019, uno studio pubblicato da Ghazi Sourani, intellettuale gazawi di grande prestigio e membro fondatore del FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina), rivelava cifre agghiaccianti sulla situazione socioeconomica. Metà della forza lavoro gazawi era disoccupata. Il tasso di povertà raggiungeva il 53% se misurato per consumi, ma saliva fino al 67,6% se misurato per reddito, colpendo il 38% e il 53,9% della popolazione rispettivamente in condizioni di assoluta povertà. L’elettricità e l’acqua potabile erano disponibili solo poche ore al giorno, esacerbato da ondate di caldo estreme. Nel frattempo, una piccola élite costituita da commercianti all’ingrosso ricchi, speculatori immobiliari e operatori di cambio che mutavano valuta illegalmente, legati precedentemente alla Fratellanza Musulmana e successivamente a Hamas, si arricchiva enormemente. I tunnel scavati verso l’Egitto fornivano l’occasione per operazioni di contrabbando su larga scala, condotte in collaborazione con i funzionari di Hamas e le sue milizie armate.

2006 l’anno di Hamas

Il governo di Hamas, che aveva conquistato il potere nel 2006 con una sorprendente vittoria elettorale intorno al 76% rispetto all’Autorità Palestinese, dopo aver sospeso temporaneamente le attività armate per partecipare al processo democratico, si è progressivamente consolidato come un’autorità religiosa a forte impronta fondamentalista. Nel corso degli anni, questo assetto ha comportato una significativa restrizione delle libertà di opinione e di riunione, l’introduzione dell’hijab obbligatorio per le studentesse universitarie e delle scuole secondarie, l’imposizione di codici di abbigliamento più rigorosi per i ragazzi sulla costa, e la sospensione di qualsiasi forma di consultazione elettorale, incluse quelle municipali e dei consigli studenteschi universitari dal 2007 in avanti. Secondo l’analisi di Ghazi Sourani, si è assistito inoltre a una progressiva introduzione di una “logica fondamentalista occulta” nei curricula educativi e a un controllo stretto sulle riunioni politiche o culturali, consentite solo previa autorizzazione delle forze di sicurezza.

Questa pressione interna ha raggiunto un punto di rottura nell’estate del 2023, quando sono esplose massicce proteste popolari sotto lo slogan “Vogliamo vivere”, in continuità con le mobilitazioni della Marcia del Ritorno del 2018-2019 e con le proteste del 2019 contro Hamas, chiedendo esplicitamente un cambiamento politico a Gaza. Secondo Al-Monitor e altre fonti, migliaia di palestinesi sono scesi in piazza il 30 luglio e il 5 agosto 2023 in diverse aree della Striscia, dalle città ai campi profughi di Jabaliya, Khan Yunis, Rafah, Nuseirat e Bani Suheila. Le forze di sicurezza di Hamas hanno risposto con una repressione dura, che ha incluso l’uso di manganelli contro manifestanti pacifici e il ricovero in ospedale di numerose persone per le ferite riportate, oltre a campagne di arresti mirati, arrivando anche a entrare nell’ospedale Abu Youssef Al-Najjar di Rafah per fermare tre pazienti feriti durante le proteste.

La strategia di Hamas è stata storicamente irrazionale dal punto di vista militare e strategico. Di fronte a una superiorità militare schiacciante di Israele, incluse armi nucleari, l’accesso illimitato alle più avanzate tecnologie militari statunitensi, la supremazia aerea assoluta, e il controllo completo di terra e mare, gli attacchi sporadici con razzi lanciati da Gaza provocavano ritorsioni israeliane sproporzionatamente devastanti. Questi attacchi, lungi dal danneggiare strategicamente Israele, unificavano ripetutamente la società israeliana attorno all’odio verso i palestinesi, permettendo ai leader di destra israeliani di consolidare il loro potere politico e di implementare politiche sempre più aggressive.

[Israele] Netanyahu nella “Tavola della Pace” di Trump: Un’ alleanza che rompe il diritto internazionale

La contraddizione della partecipazione di Netanyahu Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato martedì 21 gennaio 2026 l’invito a…

[Israele] La crociata contro l’umanitarismo, demolita a Gerusalemme la sede delll’Unrwa mentre Gaza muore di fame

Stamattina i bulldozer israeliani hanno abbattuto i fabbricati della sede storica dell’Unrwa nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est…

[Iran] Munizioni vere contro folla disarmata: il bilancio della repressione

La cifra è ormai ufficiale: le proteste di massa in Iran hanno causato la morte di oltre 500 persone. Secondo…