L’Università di Pisa ha diffuso una nota ufficiale in sostegno alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa umanitaria internazionale salpata con l’obiettivo di portare aiuti alla popolazione di Gaza.
Nel comunicato diffuso il 4 settembre l’ateneo esprime preoccupazione per la sorte degli uomini e delle donne a bordo delle imbarcazioni, richiamando alla necessità che “nessuna violenza sia esercitata nei confronti” dei partecipanti, impegnati in una spedizione dichiaratamente pacifica e nonviolenta.
“Uomini e donne di ogni età, provenienti da numerosi paesi del mondo, sono impegnati in una spedizione pacifica e nonviolenta per esprimere concretamente solidarietà nei confronti della popolazione palestinese portando cibo, acqua, medicinali, vestiario”
afferma la nota.
Il testo lega questa presa di posizione alla sensibilità già mostrata dall’Università di Pisa verso la tragedia umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. A luglio, infatti, gli organi centrali di ateneo avevano approvato delibere specifiche “con ampio riscontro sui media locali e nazionali” e sono stati avviati corridoi umanitari che consentiranno a breve di accogliere a Pisa studenti e studentesse palestinesi.
Un impegno che oggi si estende al sostegno morale e politico nei confronti della Flotilla, in un contesto internazionale segnato da tensioni. L’ateneo toscano richiama infatti la responsabilità del governo israeliano, ammonendo che “l’uso delle armi da parte dell’esercito israeliano contro civili inermi configurerebbe l’ennesima grave violazione del diritto internazionale”.
Con questo intervento, l’Università di Pisa si colloca tra le istituzioni italiane più attive nel denunciare le violazioni dei diritti umani a Gaza e nel promuovere iniziative concrete di solidarietà.

