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11 July 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

Ci voleva poco. Pochissimo. Un simbolo dipinto sulle scarpe, una mezza anguria, i colori della bandiera palestinesem e la scritta...

[Iraele – Iran] Le conseguenze economiche della crisi nello stretto di Hormuz

Nelle ultime ore sono emerse le devastanti ripercussioni economiche della battaglia scoppiata dopo l’aggressione Usa-Israele alla Repubblica Islamica iraniana, in particolare con la chiusura iraniana dello strategico stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
I mercati hanno reagito immediatamente: i prezzi del petrolio sono schizzati oltre l’8%, raggiungendo i massimi da luglio 2024. Il brent (petrolio a basso contenuto di zolfo) è salito di 6,07 dollari a 83,81 dollari al barile (da 73 dollari alla vigilia dell’attacco, +13%), mentre il greggio USA è aumentato di 6 dollari, con forti rincari anche sui derivati come il diesel.

Secondo una nota di Commerzbank (Francoforte) se la chiusura persiste riducendo le forniture del 20%, il petrolio supererà i 100 dollari, alimentando inflazione globale e colpendo economie energivore, non ancora ripresesi dalle ondate post-guerra russo-ucraina.

L’impatto va oltre: il gas naturale ha raggiunto 3,3 dollari per metro cubo (da 2,8 venerdì), ma in Europa è esploso del 38%, superando i 63 dollari per MWh e con contratti TTF olandesi oltre 650 dollari per mille metri cubi. Fattori aggravanti: stop alle forniture dal Golfo e paralisi delle produzioni di GNL qatariota a Ras Laffan e Messaieed, dopo attacchi iraniani. La piattaforma energetica di Washington stima perdite di 120 miliardi di metri cubi globali.

Costi di spedizione alle stelle: noli per tanker petrolio e gas superano i 400.000 dollari/giorno; LSEG indica 423.736 dollari/giorno per rotte Medio Oriente-Asia, record storico.

Crisi nelle Catene di Fornitura

Con lo stop al traffico nello Stretto (tra Golfo Persico e Oman), rischi securitari spingono le assicurazioni marittime (Norway’s Gard, Skuld, NorthStandard) a revocare coperture guerra dal 5 marzo, alzando premi o rifiutandoli. Ciò gonfia i costi operativi.

I tanker bloccati ritarderanno scarichi bloccando ricarichi e forzando tagli produttivi nei paesi esportatori, minacciando import asiatiche (Cina, Giappone, Corea del Sud). I mercati finanziari sono in caduta.

Ieri sera, il presidente Trump su Truth Social ha annunciato: la Us International Development Finance Corporation fornirà assicurazioni anti-rischi politici e garanzie finanziarie per commerci marittimi a prezzi accessibili, per tutte le shipping company. Per l’Europa nessuna iniziativa all’orizzonte.

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