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18 August 2026

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[Iran ]Mojtaba Khamenei, il figlio del martire è terzo leader supremo. Guida la Rivoluzione con una sentenza di morte già firmata

L’Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto domenica sera Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei come terzo Leader della Rivoluzione Islamica, succedendo al padre Ali Khamenei, ucciso insieme alla moglie nell’aggressione militare statunitense e israeliana contro la Repubblica Islamica. Nato a Mashhad nel 1969, Mojtaba è cresciuto a Teheran, dove ha completato gli studi secondari prima di arruolarsi volontario, a soli diciassette anni, sui fronti della guerra Iran-Iraq. Quella esperienza ha segnato profondamente la sua formazione e il suo legame con gli ideali rivoluzionari.

Dopo la guerra si è dedicato agli studi religiosi superiori nelle seminari di Qom e Teheran, distinguendosi per rigore intellettuale e indipendenza di pensiero. Le sue lezioni di giurisprudenza islamica hanno attirato migliaia di studenti, affermandolo come uno dei docenti più seguiti del mondo sciita. Parallelamente all’attività accademica, si è impegnato in programmi sociali a favore delle comunità svantaggiate e ha preso parte a dibattiti su priorità nazionali come sviluppo economico, modernizzazione agricola e intelligenza artificiale.

Nonostante la vicinanza al potere — aveva affiancato il padre come consigliere e intratteneva rapporti stretti con figure dell’Asse della Resistenza come Nasrallah e il generale Soleimani — Mojtaba Khamenei è noto per il suo basso profilo pubblico e per il rifiuto di legarsi a correnti politiche specifiche. Questa discrezione gli ha guadagnato rispetto trasversale tra chierici, politici e opinione pubblica. Assume ora la guida della Repubblica Islamica in un momento di crisi acuta, con il paese impegnato in un conflitto aperto contro Stati Uniti e Israele.

Sul nuovo leader pende già una condanna a morte di fatto, dichiarata pubblicamente da Israele e Stati Uniti ancor prima della sua elezione ufficiale. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato senza mezzi termini: «Qualsiasi leader nominato dal regime del terrore iraniano per continuare il piano di distruzione di Israele sarà un obiettivo inequivocabile di eliminazione. Non importa come si chiami né dove si nasconda». Sulla stessa linea, Donald Trump ha avvertito in un’intervista che il nuovo leader «dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà, non durerà a lungo». Le forze armate israeliane hanno inoltre pubblicato un messaggio in persiano su X in cui dichiarano che «perseguiranno qualsiasi successore di Khamenei e chiunque intenda morire allo stesso modo».

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