Documenti riservati trapelati dal ministero della giustizia israeliano rivelano l’esistenza di un programma clandestino di warfare legale contro il movimento Bds (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), finanziato con 1,25 milioni di dollari e gestito da prestigiosi studi legali internazionali.
Il movimento Bds, nato nel 2005 sotto la guida della società civile palestinese, utilizza metodi nonviolenti per fare pressione su Israele affinché rispetti il diritto internazionale, ispirandosi alla lotta contro l’apartheid sudafricano. La risposta israeliana, tuttavia, ha preso una piega ben diversa: dal 2015, i ministeri della giustizia e degli affari strategici hanno avviato un programma definito “diplomaticamente estremamente sensibile”.
Nel 2016 il governo di Tel Aviv ha ingaggiato lo studio belga Van Bael & Bellis, seguito nel 2020 dal prestigioso studio britannico Clifford Chance, parte del cosiddetto “magic circle” londinese. Tra il 2016 e il 2019, Van Bael & Bellis ha fatturato circa 594.000 euro per attività che includevano la preparazione di pareri legali destinati a criminalizzare l’attivismo pro-Bds in Europa, con particolare attenzione a Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Irlanda, Svezia, Danimarca e Francia.
Le operazioni condotte dagli studi legali hanno spaziato dall’intimidazione di aziende come Brussels Airlines e Unilever (casa madre di Ben & Jerry’s) fino all’interferenza in procedimenti giudiziari canadesi riguardanti l’etichettatura di vini prodotti negli insediamenti israeliani illegali secondo il diritto internazionale in Cisgiordania. Il programma ha persino cercato di influenzare i processi politici in Cile, esplorando modalità per limitare l’attività del Gruppo Interparlamentare Cileno-Palestinese.
L’aspetto più controverso riguarda la natura segreta di queste operazioni. A differenza di altri incarichi, il ministero della giustizia israeliano ha imposto agli studi legali di mantenere riservato il loro ruolo di rappresentanza del governo all’estero. Questa segretezza potrebbe costituire una violazione delle nuove leggi sull’interferenza straniera recentemente approvate in Canada e Regno Unito.
Il Foreign Influence Registration Scheme britannico, attivo dal luglio 2025, richiede infatti la registrazione di chiunque svolga attività di influenza politica per conto di uno stato straniero, con pene fino a cinque anni di carcere per chi non rispetta tale obbligo. L’avvocato canadese James Yap sottolinea come “lavorare in modo clandestino attraverso altri attori coinvolti in procedimenti legali per nascondere il proprio coinvolgimento” rappresenti una forma preoccupante di interferenza straniera.
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