Almeno 37 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani a Gaza dall’alba del 22 settembre, di cui 30 nella sola Gaza City. La guerra di Israele contro Gaza, iniziata nell’ottobre 2023, ha provocato la morte di almeno 65.344 persone e il ferimento di 166.795, con migliaia di vittime ancora sepolte sotto le macerie.
Un video di Hamas mette in crisi Israele
Un video diffuso da Hamas che mostra l’ostaggio israeliano Alon Ohel ha colpito duramente la società israeliana, mettendo il dito nella piaga di un dolore che si protrae da quasi due anni. Or Levy, un sopravvissuto alla prigionia, ha definito quel filmato “un altro pugno in faccia”. Su Facebook ha scritto: “Alon, ho appena visto il tuo video, ed è un altro pugno in faccia. Ti avevamo promesso: ‘Non è possibile che tu non torni presto. Non è possibile che la lotta riprenda.’ Quanto eravamo ingenui.”
⚡️BREAKING
Al-Qassam Brigades:
Prisoner Alon Ohel, due to Netanyahu’s stubbornness, he has been held captive in Gaza City for more than 700 days…. Time Is Running Out… pic.twitter.com/DsGjfv3fWj
— Warfare Analysis (@warfareanalysis) September 22, 2025
Levy ha sottolineato l’amara realtà: “Sono passati quasi sette mesi dal mio ritorno, dall’ultima volta che ti ho visto. E ora sono due anni da quel maledetto giorno in cui civili e soldati furono rapiti. Due anni di scuse sul perché non puoi tornare. Ora hanno smesso di scusarsi e hanno normalizzato la situazione.”
I genitori di Alon Ohel, ostaggio mostrato nel video diffuso da Hamas, hanno espresso profondo dolore e preoccupazione. Idit e Kobi Ohel hanno dichiarato: “La nostra famiglia è scossa e sofferente dopo la pubblicazione del video di Alon da parte di Hamas. È evidente che Alon sta perdendo la vista all’occhio destro, appare magro e provato”. Hanno inoltre chiesto che, come condizione preliminare a qualsiasi negoziato o ulteriore aiuto a Hamas, degli specialisti degli occhi possano esaminare Alon e fornirgli le cure necessarie.
Il video, pubblicato a circa 700 giorni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, mostra Alon Ohel e un altro ostaggio, Guy Gilboa-Dalal, detenuti a Gaza City. Questo materiale rappresenta un messaggio diretto alla società israeliana, evidenziando il conflitto non solo militare, ma anche politico e psicologico che logora il paese. Hamas usa questi video per aumentare la pressione sul governo di Tel Aviv, mettendo in crisi il rapporto tra esecutivo e famiglie degli ostaggi, e trasformando ogni immagine in un’arma politica. La campagna militare israeliana su Gaza, con il controllo del 40% di Gaza City e devastanti bombardamenti, rende ancora più drammatica la situazione degli ostaggi, bloccati in mezzo a una guerra senza apparenti vie d’uscita.
I genitori di Alon Ohel, ostaggio mostrato nel video diffuso da Hamas, hanno espresso profondo dolore e preoccupazione. Idit e Kobi Ohel hanno dichiarato: “La nostra famiglia è scossa e sofferente dopo la pubblicazione del video di Alon da parte di Hamas. È evidente che Alon sta perdendo la vista all’occhio destro, appare magro e provato”. Hanno inoltre chiesto che, come condizione preliminare a qualsiasi negoziato o ulteriore aiuto a Hamas, degli specialisti degli occhi possano esaminare Alon e fornirgli le cure necessarie.
Hamas scrive a Trump per smascherare la sua volontà di non pervenire a un cessate il fuoco a Gaza
Hamas ha scritto una lettera a Donald Trump in cui chiede che garantisca personalmente una pausa umanitaria di 60 giorni a Gaza in cambio del rilascio immediato di metà degli ostaggi. La notizia, riportata da Trey Yingst, corrispondente da Tel Aviv di Fox News, è stata appresa da un alto funzionario dell’amministrazione Trump e da una seconda fonte coinvolta direttamente nei colloqui tra Washington e la milizia palestinese. Questa lettera, che dovrebbe essere consegnata a Trump nel corso della settimana, punta a riavviare i negoziati di pace interrotti a inizio settembre, nella speranza di fermare l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza.

