Mentre i tre principali indagati nello scandalo “Qatargate” continuano ad accusarsi a vicenda, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu mantiene un atteggiamento distaccato e non è stato ancora interrogato come sospettato in nessuna delle due inchieste connesse.
Il caso ruota intorno a Eli Feldstein, arrestato nell’ottobre 2024 per aver diffuso un documento segreto (poi rivelatosi falso) al quotidiano tedesco Bild. Da quell’episodio è nata un’indagine che coinvolge tre stretti collaboratori di Netanyahu – Feldstein, Yonatan Urich e Srulik Einhorn – accusati di aver ricevuto denaro da intermediari legati al Qatar, “un paese complesso” secondo le parole del premier. Le ipotesi di reato comprendono anche danni alla sicurezza nazionale e campagne di disinformazione veicolate da media israeliani compiacenti.
Nonostante i sospetti e le rivelazioni — compresa la ricostruzione di Feldstein che suggerisce un coinvolgimento indiretto di Netanyahu nelle fughe di notizie — il premier non è stato formalmente indagato. Diversi esponenti dell’opposizione, tra cui Yair Lapid e Naftali Bennett, chiedono che l’inchiesta sia riaperta e che il capo dello Shin Bet non interferisca nella nomina dei responsabili.
Il Qatargate è collegato al flusso di denaro proveniente da Doha già nel 2022, ufficialmente per sostenere una campagna d’immagine del Qatar prima dei Mondiali, ma che sarebbe continuato anche durante la guerra del 2024–2025. Dopo il massacro del 7 ottobre, questo legame appare ancora più controverso, dato che il denaro qatarino avrebbe indirettamente favorito Hamas.
L’autore sottolinea la somiglianza con altri scandali che hanno lambito Netanyahu (come quello dei sottomarini), dove il premier è rimasto sempre ai margini delle indagini. Intanto, nelle Forze di Difesa Israeliane, l’influenza politica del ministro della Difesa Israel Katz cresce: molti ufficiali percepiscono che la carriera passa attraverso la sua approvazione e si comportano di conseguenza.
Katz sta anche consolidando la sua posizione nei confronti del Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, l’ultimo alto ufficiale considerato relativamente indipendente. Le nomine militari, le lotte interne e l’uso politico delle inchieste di guerra (in particolare il tentativo di riformare le commissioni di indagine) servono principalmente al governo per guadagnare tempo fino alle elezioni generali del 2026 e deviare l’attenzione dagli scandali come il Qatargate.

