Il generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, ha lanciato un allarme senza precedenti durante una riunione del gabinetto di sicurezza tenutasi mercoledì sera. “Sto alzando dieci allert davanti a voi“, avrebbe detto ai ministri secondo quanto riportato da Channel 13 e confermato dal Jerusalem Post. “L’IDF ha immediatamente bisogno di una legge sulla coscrizione, una legge sul servizio di riserva e una legge per estendere il servizio militare obbligatorio. Le riserve non reggeranno.“
Un gabinetto di guerra che paventa la catastrofe
Secondo Ynet News, nessuno tra i ministri presenti alla riunione del gabinetto di guerra, incluso il primo ministro Bibi Netanyahu, avrebbe risposto alle parole di Zamir. Il silenzio istituzionale ha scatenato reazioni durissime. Il leader dell’opposizione Yair Lapid (Yesh Atid) ha dichiarato: “Nella prossima catastrofe il governo non potrà dire ‘non lo sapevamo’. La responsabilità è sua“. Un gruppo di ufficiali ha scritto una lettera formale affermando che “non è più possibile ignorare questo allarme”, definendo la situazione “un collasso interno che deriva dalla mancanza di coscrizione e dal peso insostenibile sui riservisti“.
Anche il generale Avi Bluth, comandante del Comando Centrale, ha preso la parola durante lo stesso incontro, segnalando come le politiche governative in Cisgiordania stiano ulteriormente aggravando la carenza di personale. La creazione di nuovi insediamenti nella Valle del Giordano, approvata nell’ultimo anno, richiede una copertura di sicurezza crescente: “Questa è la vostra politica ma richiede sicurezza e un pacchetto completo di protezione, perché la realtà sul campo è completamente cambiata“. Ai ministri sarebbero stati mostrati anche filmati di episodi di violenza da parte di coloni estremisti.
Sullo sfondo resta irrisolto il nodo politico più esplosivo: l’esenzione degli ultra-ortodossi (Haredim) dal servizio militare. La Corte Suprema ha ordinato la fine delle esenzioni, ma Netanyahu dipende dai partiti religiosi per tenere in piedi la coalizione. Secondo JFeed Israel, l’IDF denuncia una carenza di circa 12.000 soldati, un deficit che si è aggravato dall’ottobre 2023. Per The Yeshiva World, la crisi deriva da “un ritmo operativo opprimente, il peso schiacciante sui riservisti e la prolungata incapacità di approvare una legge sulla coscrizione”.

