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Gerusalemme
11 July 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

Ci voleva poco. Pochissimo. Un simbolo dipinto sulle scarpe, una mezza anguria, i colori della bandiera palestinesem e la scritta...

[Israele] Due carabinieri svelano al Governo italiano la violenza intollerabile dei coloni

La mattina del 25 gennaio due carabinieri italiani in servizio al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme hanno effettuato un sopralluogo nei pressi di Ramallah per preparare una visita degli ambasciatori dell’Unione Europea. Hanno viaggiato con documenti diplomatici e veicolo con targa consolare ma hanno incontrato un colono israeliano armato che non ha riconosciuto la loro autorità. L’uomo è uscito da un casolare con un fucile mitragliatore li ha minacciati e li ha costretti a inginocchiarsi, sottoponendoli a domande e umiliazioni. I carabinieri hanno mantenuto la calma e hanno seguito le regole di ingaggio, evitando qualsiasi reazione che potesse far degenerare la situazione. Il colono ha passato loro al telefono una persona non identificata che ha sostenuto falsamente che si trovassero in un’area militare e dovessero allontanarsi, affermazione che una verifica successiva presso l’Idf ha smentito.

Il governo italiano ha reagito convocando l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled alla Farnesina e ha presentato una forte protesta ufficiale. L’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha inoltrato una nota verbale alle principali istituzioni israeliane, mentre Peled ha espresso rincrescimento e ha promesso indagini. L’episodio ha richiamato alla memoria l’aggressione del 30 novembre nel villaggio di Ein al‑Duyuk, dove coloni mascherati hanno picchiato tre volontari italiani e un canadese, rubando i loro beni e ferendo gravemente uno di loro. Questi fatti hanno evidenziato un aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania e hanno mostrato come la popolazione palestinese viva quotidianamente questo clima di intimidazione. I carabinieri sono tornati incolumi al consolato, ma la loro vicenda ha rappresentato un segnale politico: l’Italia ha fatto finta di prendere posizione pubblicamente e ha posto la necessità di trasformare le proteste diplomatiche in azioni concrete per fermare la spirale di violenza.

Questi attacchi internazionali espongono una realtà che i palestinesi vivono quotidianamente. Secondo le stesse Forze di Difesa Israeliane, nel 2025 i “crimini nazionalisti” commessi da coloni contro palestinesi sono aumentati del 25% rispetto all’anno precedente. Nel solo 2025, sono stati registrati 845 episodi di violenza da coloni, producendo 200 feriti e quattro morti palestinesi. Dal 7 ottobre 2023, i dati rivelano complessivamente 1.720 episodi documentati di questa natura.

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