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14 July 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

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[Israele] Greta Thunberg e gli attivisti della Flotilla in carcere privati del diritto alla difesa e con ripetuti maltrattamenti

L’organizzazione legale Adalah, che difende gli attivisti della flottiglia per Gaza, ha denunciato che Greta Thunberg, trattenuta in Israele dopo essere stata fermata in mare, non ha più avuto accesso a un avvocato da quando è stata registrata dalle autorità per l’immigrazione. Adalah accusa il ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir di promuovere maltrattamenti e abusi contro gli attivisti, detenuti nelle stesse condizioni dei prigionieri palestinesi per reati di sicurezza.

Ben Gvir ha dichiarato con orgoglio di aver imposto trattamenti severi agli attivisti, sostenendo che chi sostiene il terrorismo dovrebbe ricevere le stesse condizioni carcerarie dei terroristi. Le autorità israeliane negano ogni accusa di abuso e definiscono menzogne le segnalazioni di condizioni disumane.

Greta Thunberg, secondo testimonianze e fonti svedesi, sarebbe detenuta con altri attivisti nella prigione di Ketziot, in condizioni precarie, tra cui la presenza di cimici e la carenza di cibo e acqua, e senza la possibilità di vedere avvocati dopo l’ingresso in Israele. Molti attivisti hanno scelto di non firmare per la deportazione immediata, preferendo contestare legalmente il fermo.

Le segnalazioni parlano di sovraffollamento, scarse risorse, privazione di cure mediche e persino episodi di violenza, come bendature e ammanettamenti prolungati. Adalah denuncia che le autorità israeliane non garantiscono accesso sufficiente agli avvocati: solo due avvocati sono stati autorizzati a incontrare i detenuti a Ketziot, rendendo impossibile tutelare i diritti di tutti, almeno prima dell’inizio della festività ebraica di Sukkot.

Nel frattempo, centinaia di attivisti sono ancora detenuti in Israele, senza che le autorità abbiano fornito dati precisi e aggiornati sul numero e la situazione dei fermati. Adalah ribadisce che le testimonianze su maltrattamenti e condizioni inumane sono numerose e credibili; la polemica continua fra il governo israeliano che nega tutto e associazioni umanitarie che chiedono tutela dei diritti fondamentali.

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