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14 July 2026

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[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

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[Israele] Il boicottaggio che pubblica. Sally Rooney arriva in ebraico con un editore BDS-compliant

Cinque anni fa Sally Rooney era finita al centro di un acceso dibattito. Per coerenza con il movimento palestinese BDS aveva rifiutato di concedere a un editore israeliano i diritti di traduzione del suo terzo romanzo. Aveva però dichiarato di essere “lieta e orgogliosa” all’idea di vedere i suoi libri in ebraico, a condizione che fossero rispettati i criteri del boicottaggio culturale. Oggi quella promessa si concretizza: il suo ultimo bestseller, Intermezzo, uscirà in ebraico grazie a una collaborazione tra il magazine indipendente +972, la testata gemella Local Call e la casa editrice israeliana November Books, l’unica riconosciuta dalle organizzazioni palestinesi come conforme alle linee guida del BDS.

Questa scelta rovescia una delle accuse più ricorrenti contro il movimento di boicottaggio, spesso descritto nel discorso pubblico israeliano come “antisemita” o discriminatorio verso gli ebrei. Il progetto, spiegano promotori e attivisti, mostra che il bersaglio non è l’identità dei lettori, ma la complicità delle istituzioni culturali con un sistema di occupazione e apartheid. Per essere esentate dal boicottaggio le realtà israeliane devono accettare tre principi fondamentali del BDS: fine dell’occupazione dei territori conquistati nel 1967, piena uguaglianza civile per i palestinesi cittadini di Israele e riconoscimento del diritto al ritorno dei profughi. Inoltre non possono ricevere fondi statali né operare negli insediamenti della Cisgiordania.

November Books rispetta queste condizioni. Non lavora nelle colonie, non prende finanziamenti governativi e si schiera apertamente per i diritti palestinesi. Per questo il suo direttore, Ishai Menuchin, presenta l’operazione come un’occasione di chiarezza. Pubblicare in ebraico autori che sostengono il BDS significa mostrare ai lettori israeliani che al centro del boicottaggio non c’è odio verso un popolo, ma l’opposizione a occupazione, apartheid e, oggi, alle accuse di genocidio a Gaza.

Il percorso che ha portato a questa edizione di Intermezzo è durato cinque anni. Ha intrecciato confronti serrati tra Rooney, agenti letterari, editori israeliani e attivisti palestinesi, in costante dialogo con la campagna PACBI. Il risultato è un esperimento di editoria “etica e solidale” che prova a trasformare il sostegno internazionale al BDS in un’azione concreta: aggirare le istituzioni ritenute complici, parlare direttamente ai lettori israeliani e ricordare che anche la letteratura può diventare uno spazio di responsabilità politica.

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