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Gerusalemme
18 July 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

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[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

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[Israele] Il gabinetto di Netanyahu approva l’annessione graduale della Cisgiordania

L’8 febbraio 2026 il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato un pacchetto di misure “drammatiche” per rafforzare il controllo su Cisgiordania occupata. Misure annunciate trionfalmente dai ministri Bezalel Smotrich (Finanze) e Israel Katz (Difesa) che includono l’abrogazione di una legge giordana del 1953 che vietava acquisti di terreni da parte di non-arabi in aree palestinesi, facilitando vendite a coloni ebrei e forzature su proprietari palestinesi; ampliamento poteri israeliani su pianificazione urbanistica, infrastrutture, ambiente, archeologia e demolizioni in zone A e B (controllate dall’Autorità Nazionale Palestinese  secondo gli accordi di Oslo del 1993); trasferimento  di autorità da enti palestinesi a civili israeliani; accelerazione espansione insediamenti.
Smotrich ha esultato: “Affondiamo radici in Terra d’Israele, seppellendo l’idea di uno stato palestinese”. Le norme contraddicono gli accordi di Oslo e  i successivi accordi di Hebron del 1997, sancendo una annessione de facto in vista elezioni di ottobre 2026.

le reazioni palestinesi
Mahmoud Abbas, presidente inamovibile dell’Anp, ha reagito con fermezza alle misure approvate dal gabinetto di sicurezza israeliano, in un comunicato ufficiale diffuso da WAFA, Abbas ha definito le decisioni “pericolose, illegali e pari a un’annessione de facto”, considerandole “parte di una guerra totale del governo israeliano contro i palestinesi”, mirata a colpire la presenza palestinese e i diritti nazionali e storici su tutto il territorio, specialmente in Cisgiordania occupata. Rawhi Fattouh, presidente del Consiglio Nazionale Palestinese (PLO), ha condannato le norme come “riflesso dei piani di Netanyahu per annettere la Cisgiordania e imporre realtà coloniali prima delle elezioni israeliane”.

Hamas ha bollato le mosse come “minaccia esistenziale” e “progetto grandioso di annessione, giudaizzazione e pulizia etnica”, esortando i palestinesi in Cisgiordania e Gerusalemme a una “rivolta” e “escalation del conflitto con occupazione e coloni mediante tutti i mezzi disponibili”. Il gruppo ha invocato nazioni arabe e musulmane a “adempiere la responsabilità storica sfidando l’occupazione”, tagliando legami con Israele, espellendo i suoi inviati e unificando posizioni contro l’entità sionista. L’Autorità Palestinese e Fatah sottolineano che queste azioni smantellano l’Autorita Nazionale Palestinese stessa. Tutte le fazioni palestinesi concordano: le misure sono illegittime, invocano resistenza popolare, unità interna e pressione internazionale per contrastare l’annessione graduale e preservare i diritti palestinesi.

le reazioni internazionali
L’Ue ha condannato l’espansione del controllo israeliano definendola illegale e una palese minaccia alla soluzione a due Stati. L’Alto Rappresentante Kaja Kallas ha espresso “grave preoccupazione” per le violazioni del diritto internazionale. Ex funzionari Ue, oltre 400, hanno chiesto sospensione dell’Accordo di Associazione Ue-Israele. Il segretario ONU Guterres ha espresso “grave preoccupazione” per l’annessione.

 

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