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Gerusalemme
22 January 2026

“I support Palestine Action prisoners. I oppose genocide”. Greta Thunberg si fa arrestare a Londra e svela le contraddizioni di società apparentemente liberali

Il 23 dicembre 2025, Greta Thunberg si è fatta arrestare a Londra per denunciare l’insensatezza illiberale del  Terrorism Act 2000,...

[Israele] I coloni israeliani sono una minaccia esistenziale per i pacifisti israeliani

La raccolta delle olive è tradizionalmente un momento di celebrazione e resilienza culturale per i palestinesi, ma nel 2025 l’evento...

[Palestina] Ebrei contro il genocidio: Sanzionate Israele

Importanti figure ebrei nel mondo stanno chiedendo alle Nazioni Unite e ai leader internazionali di imporre sanzioni contro Israele per...

[Israele] Il governo aumenta il budget per “addestrare” social influencer Usa

Negli ultimi anni Israele ha rafforzato in modo significativo la propria strategia di comunicazione digitale internazionale, puntando sull’influenza degli opinion leader americani per orientare la narrazione globale. Oltre ai casi che hanno coinvolto influencer legati ai movimenti conservatori MAGA e America First, sono stati messi in campo numerosi altri progetti dal Ministero degli Esteri israeliano, finalizzati a creare una presenza digitale più capillare e a influenzare le opinioni soprattutto tra i pubblici politicamente più attivi negli Stati Uniti.

Questa espansione non si è limitata alle semplici visite guidate. Iniziative recenti hanno previsto la produzione organizzata di contenuti, il coinvolgimento diretto di startup della comunicazione digitale statunitensi e la formazione degli influencer attraverso sessioni dedicate per trasmettere una narrativa favorevole a Israele. Un ruolo centrale è stato giocato dall’aumento dei finanziamenti destinati a queste attività: nel 2025, il budget dedicato alla diplomazia digitale è cresciuto vertiginosamente, favorendo partnership strategiche che amplificano i messaggi pro-Israele sulle piattaforme social più frequentate dai giovani e dai gruppi conservatori americani.

Il risultato di questa strategia si traduce in una presenza rafforzata di contenuti che raccontano la realtà israeliana secondo linee guida precise, adattandosi alle sensibilità e alle aspettative di un pubblico globale sempre più influenzato da opinion leader digitali. Così, la diplomazia tradizionale lascia sempre più spazio all’attività online, diventando una vera e propria battaglia per la percezione pubblica, dove l’immagine di Israele viene ridisegnata ogni giorno grazie al potere narrativo dei nuovi media e delle figure che fanno opinione su internet.

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