28.2 C
Gerusalemme
11 July 2026

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

Undici tra le principali organizzazioni umanitarie e per i diritti umani del Regno Unito,  tra cui Human Rights Watch, Oxfam,...

[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

Ci voleva poco. Pochissimo. Un simbolo dipinto sulle scarpe, una mezza anguria, i colori della bandiera palestinesem e la scritta...

[Israele] Il governo aumenta il budget per “addestrare” social influencer Usa

Negli ultimi anni Israele ha rafforzato in modo significativo la propria strategia di comunicazione digitale internazionale, puntando sull’influenza degli opinion leader americani per orientare la narrazione globale. Oltre ai casi che hanno coinvolto influencer legati ai movimenti conservatori MAGA e America First, sono stati messi in campo numerosi altri progetti dal Ministero degli Esteri israeliano, finalizzati a creare una presenza digitale più capillare e a influenzare le opinioni soprattutto tra i pubblici politicamente più attivi negli Stati Uniti.

Questa espansione non si è limitata alle semplici visite guidate. Iniziative recenti hanno previsto la produzione organizzata di contenuti, il coinvolgimento diretto di startup della comunicazione digitale statunitensi e la formazione degli influencer attraverso sessioni dedicate per trasmettere una narrativa favorevole a Israele. Un ruolo centrale è stato giocato dall’aumento dei finanziamenti destinati a queste attività: nel 2025, il budget dedicato alla diplomazia digitale è cresciuto vertiginosamente, favorendo partnership strategiche che amplificano i messaggi pro-Israele sulle piattaforme social più frequentate dai giovani e dai gruppi conservatori americani.

Il risultato di questa strategia si traduce in una presenza rafforzata di contenuti che raccontano la realtà israeliana secondo linee guida precise, adattandosi alle sensibilità e alle aspettative di un pubblico globale sempre più influenzato da opinion leader digitali. Così, la diplomazia tradizionale lascia sempre più spazio all’attività online, diventando una vera e propria battaglia per la percezione pubblica, dove l’immagine di Israele viene ridisegnata ogni giorno grazie al potere narrativo dei nuovi media e delle figure che fanno opinione su internet.

[Palestina] L’annessione silenziosa della Cinsgiordania che smantella Oslo e cancella i palestinesi dalla terra

Oslo, un’architettura in demolizione Gli accordi di Oslo del 1994, che avrebbero dovuto garantire all’Autorità Palestinese margini di autogoverno nelle…

[Palestina] Salvare la vita del medico Hussam Abu Safiya, un dovere morale per chi non intende avere complicità con il genocidio

Hussam Abu Safiya, pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahiya della Striscia di Gaza, è detenuto da Israele…

[Gaza] Cosa raccontano le ferite

I medici a Gaza hanno osservato uno schema inquietante: bambini con una singola ferita da arma da fuoco alla testa…