Il governo israeliano ha approvato la rimozione della procuratrice generale Gali Baharav-Miara, figura centrale nel processo penale contro Netanyahu e tra i principali oppositori della controversa riforma della giustizia. La decisione, tuttavia, resterà sospesa in attesa del pronunciamento dell’Alta Corte, dove numerosi ricorsi sollevano dubbi sulla legittimità della procedura seguita dall’esecutivo. Secondo fonti governative, sono basse le possibilità che il provvedimento abbia successo, poiché i giudici potrebbero dichiararlo nullo.
Baharav-Miara, in una lettera inviata ai ministri, ha denunciato che la sua rimozione avviene tramite l’adozione di nuove regole pensate ad hoc, indebolendo così le garanzie di indipendenza dei più alti funzionari pubblici. Il caso nasce dopo due anni di attriti tra la procuratrice e il governo, che ora punta a un compromesso: le dimissioni in cambio della possibilità di partecipare alla scelta del successore. Per ora, Baharav-Miara resiste e continua nel suo incarico, forte del sostegno del sistema giudiziario e di molti esponenti della società civile.

