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06 September 2026

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[Israele] Il piano di Katz per deportare i palestinesi da Gaza

Il ministro israeliano Israel Katz ha illustrato un piano che prevede la creazione di una cosiddetta “città umanitaria” nel sud della Striscia di Gaza, precisamente a Rafah. Secondo il progetto, circa 600.000 palestinesi sfollati verrebbero trasferiti in questa area, sottoposti a controlli di sicurezza, e una volta entrati non potrebbero più uscirne. L’intento dichiarato è quello di concentrare progressivamente tutta la popolazione palestinese della Striscia in questa zona delimitata.

Katz ha definito questa operazione come un “piano di emigrazione”, sottolineando che il primo ministro Netanyahu starebbe già cercando Paesi disposti ad accogliere i palestinesi di Gaza. Tuttavia, questa proposta è stata criticata perché, di fatto, assomiglia più a una detenzione forzata che a un’iniziativa umanitaria, trasformando Rafah in una sorta di prigione a cielo aperto per i gazawi.

Il piano, anticipato anche da fonti giornalistiche internazionali, prevede una tregua di 60 giorni durante la quale l’esercito israeliano dovrebbe garantire la sicurezza del perimetro esterno della “città umanitaria”, senza però occuparsi della gestione interna né della distribuzione degli aiuti, che verrebbero affidati all’ONU. Katz ha chiarito che l’obiettivo della guerra resta quello di colpire la leadership di Hamas, conquistare il territorio e demilitarizzare la Striscia.

In parallelo, sono stati studiati anche modelli finanziari per la ricollocazione dei palestinesi fuori da Gaza, con un costo stimato di 9.000 dollari a persona per circa 500.000 persone, un numero simile a quello previsto per la “città umanitaria” di Rafah. Nel frattempo, Hamas chiede il ritiro totale dei soldati israeliani dalla Striscia e garanzie che la tregua non venga usata come pretesto per riprendere le ostilità.

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