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17 February 2026

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[Israele] La crociata contro l’umanitarismo, demolita a Gerusalemme la sede delll’Unrwa mentre Gaza muore di fame

Stamattina i bulldozer israeliani hanno abbattuto i fabbricati della sede storica dell’Unrwa nel quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est occupata. L’operazione, coordinata dal Ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir, rappresenta – secondo le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie internazionali – un’escalation senza precedenti contro il diritto internazionale. Il portavoce dell’Unrwa Jonathan Fowler ha denunciato l’accaduto come “un attacco senza precedenti non solo contro l’Unrwa e i suoi locali, ma una violazione grave del diritto internazionale e dei privilegi e immunità garantiti all’Organizzazione delle Nazioni Unite”. Ben-Gvir, presente personalmente al cantiere di demolizione, ha dichiarato trionfalmente che si trattava di un “giorno storico” e di “redenzione per Sion”, mentre il deputato Yulia Malinovsky ha esaltato l’azione come conseguenza diretta della legge da lui stesso promossa per espellere l’Unrwa da Israele. Eppure, come ricorda il Segretario Generale dell’Onu António Guterres in una lettera indirizzata lo scorso 8 gennaio al Premier Netanyahu, “l’ONU non può restare indifferente alle azioni intraprese da Israele, che violano direttamente gli obblighi dello Stato ebraico secondo il diritto internazionale e devono essere annullate senza indugi”. La Corte Internazionale di Giustizia, nel suo pronunciamento dello scorso ottobre 2025, aveva già stabilito che Israele “deve adempiere in buona fede i suoi obblighi verso le organizzazioni delle Nazioni Unite, inclusa l’Unrwa “, ribadendo l’inviolabilità dei locali ONU e il diritto dell’Agenzia a fornire i servizi essenziali alla popolazione palestinese.

La demolizione rappresenta il culmine di una campagna sistematica iniziata il 29 ottobre 2024, quando il Parlamento israeliano ha approvato una legge che proibisce all’Unrwa di operare nel territorio di Israele e vieta ai funzionari israeliani di avere contatti con l’Agenzia. A dicembre 2025, il Knesset ha ampliato ulteriormente questa legislazione, autorizzando il taglio di energia elettrica e acqua alle strutture dell’Unrwa e imponendo nuove restrizioni operative. Già a gennaio 2025, quando la legge di ottobre 2024 è entrata in vigore, il personale internazionale dell’Unrwa era stato costretto a evacuare e i visti revocati. Tuttavia, l’occupazione militare israeliana della struttura, la confisca dei dispositivi del personale e la successiva demolizione marca un punto di non ritorno: secondo il network di organizzazioni palestinesi per i diritti umani, l’azione “rappresenta parte di un continuo tentativo di smantellare le operazioni dell’Unrwa , di eliminare il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, come garantito dalla Risoluzione ONU 194, e costituisce parte di una campagna di guerra genocida contro il popolo palestinese”. Sette paesi europei – tra cui Spagna, Irlanda, Norvegia, Lussemburgo, Malta, Slovenia e Islanda – hanno congiuntamente condannato le misure legislative israeliane contro l’Unrwa nel gennaio 2026, sottolineando che “violano il diritto internazionale e comportano gravi conseguenze umanitarie per la popolazione civile palestinese”.

La demolizione della sede dell’Unrwa si inscrive in una più ampia strategia israeliana di smantellamento dei servizi umanitari verso i palestinesi: lo scorso gennaio, Israele ha revocato i permessi di operare di 37 organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui Medici Senza Frontiere e il Consiglio Norvegese per i Rifugiati, imponendo nuovi requisiti di registrazione che le organizzazioni ritengono impossibili da soddisfare. Un network di 53 organizzazioni non governative internazionali ha denunciato che queste misure non sono mere questioni amministrative, ma “scelte politiche deliberate con conseguenze prevedibili: se implementate, graveranno enormemente l’assistenza umanitaria su larga scala, minando il diritto internazionale che garantisce l’accesso umanitario come obbligazione, non un’opzione”. Israele giustifica queste azioni appellandosi ad accuse mai provate di legami tra l’Unrwa e Hamas, sostenendo che alcuni dipendenti dell’Agenzia abbiano partecipato all’attacco del 7 ottobre 2023. L’Unrwa pur avendo licenziato un piccolo numero di dipendenti in seguito a inchieste indipendenti del 2024, ha categoricamente respinto le accuse di collusione istituzionale. Nel contesto di una crisi umanitaria a Gaza dove, secondo le autorità sanitarie locali, oltre 71.000 palestinesi sono stati uccisi e gran parte della popolazione è stata sfollata, il Commissario Generale dell’Unrwa Philippe Lazzarini ha dichiarato che la demolizione della sede di Gerusalemme rappresenta un attacco frontale al mandato dell’Agenzia e una “sfida al sistema internazionale e ai suoi principi fondamentali di neutralità, indipendenza e imparzialità nell’assistenza umanitaria globale”.

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