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18 August 2026

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[Israele] Lo Stato ebraico vara la pena di morte, solo per i palestinesi

La Knesset, il parmaento israeliano, si appresta a votare una legge che renderebbe la pena di morte la punizione automatica per i palestinesi della Cisgiordania condannati per l’uccisione di cittadini israeliani. Il provvedimento, fortemente voluto dal ministro della sicurezza nazionale, l’inquisito e condanno Itamar Ben-Gvir, che nelle settimane precedenti al voto si è presentato in parlamento con un piccolo cappio all’occhiello, stabilisce che le esecuzioni avvengano per impiccagione entro 90 giorni dalla sentenza. La legge si applica esclusivamente ai tribunali militari, che giudicano solo palestinesi della Cisgiordania privi di cittadinanza israeliana: i cittadini israeliani, inclusi quelli arabi, restano soggetti a un sistema giudiziario diverso.

Una legge discriminatoria per natura
Secondo Amichai Cohen dell’Israel Democracy Institute, la distinzione tra i due sistemi giudiziari è apertamente discriminatoria: «Significa che gli ebrei non saranno incriminati sulla base di questa legge». Amnesty International ha definito il provvedimento «un ulteriore strumento discriminatorio nel sistema di apartheid israeliano», avvertendo che la pena capitale verrebbe «riservata e usata come arma contro i palestinesi». Yuli Novak, direttrice di B’Tselem, ha aggiunto senza mezzi termini: «Questa legge è semplicemente un altro strumento in una cassetta degli attrezzi già in uso». Anche gli esperti ONU l’hanno definita «un passo profondamente regressivo» che colpisce chi vive sotto occupazione da oltre cinquant’anni.

Condanne internazionali e rischi geopolitici
Francia, Germania e Regno Unito hanno espresso «profonda preoccupazione» per il «carattere de facto discriminatorio» della legge. Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen l’ha definita «una decisione che apre la porta a esecuzioni extragiudiziali e un chiaro intento di commettere un crimine», mentre l’associazione palestinese Addameer parla di «grave escalation delle violazioni sistematiche di Israele». Sul fronte interno israeliano, alcuni parlamentari di opposizione temono che la legge comprometta future trattative per il rilascio degli ostaggi: nel 2023 Israele scambiò circa 250 prigionieri israeliani con migliaia di detenuti palestinesi.

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