Nei pressi del confine con Gaza, la polizia israeliana e l’esercito hanno cercato di bloccare centinaia di israeliani riuniti per una marcia che chiedeva la ricolonizzazione ebraica della Striscia; lo hanno riferito gli organizzatori dell’iniziativa. L’esercito, dopo aver inizialmente approvato il corteo dichiarando l’itinerario zona militare chiusa, ha poi revocato l’autorizzazione; numerosi pullman sono rimasti bloccati vicino al punto di raduno originario. I partecipanti, in maggioranza donne e minori, hanno iniziato ad aggirare i posti di blocco; la polizia, pur faticando a contenere la folla, ha dichiarato che i manifestanti sono rimasti a circa un chilometro dal confine, mentre un centinaio di loro è riuscito a raggiungerlo.
«Tornare a casa dopo 21 anni», il movimento Nachala e il richiamo al disimpegno del 2005
Alla marcia avrebbero dovuto partecipare diversi ministri e deputati della coalizione, sotto lo slogan «Tornare a casa dopo 21 anni», un riferimento al ritiro israeliano del 2005 dalla Striscia, quando furono evacuati 21 insediamenti e migliaia di coloni. L’iniziativa è organizzata dal movimento Nachala, la cui leader, Daniella Weiss, è stata sanzionata da Canada e Regno Unito per il ruolo svolto nel sostenere e favorire violenze contro i palestinesi; un dettaglio che pesa sul significato politico dell’intera manifestazione, ben oltre la sua dimensione simbolica.
Il ministro Karhi definisce la Corte Suprema «fuorilegge» dopo la sospensione della riforma dei media
Per la seconda volta in meno di una settimana, l’Alta Corte di Giustizia ha sospeso, con un’ingiunzione provvisoria, una legge controversa fatta approvare dalla coalizione Netanyahu poco prima dello scioglimento della Knesset; sono coinvolte alcune disposizioni della riforma dei media voluta dal ministro delle Comunicazioni Karhi. Su X, Karhi ha risposto dichiarando che «finché verrà emessa una decisione così illegittima prima ancora che si tenga un’udienza, non ho intenzione di partecipare al procedimento»; ha inoltre definito i giudici «fuorilegge» che «violano il giuramento di fedeltà prestato allo Stato di Israele e alle sue leggi». Yair Golan, leader del partito centrista Democrats, ha osservato che le parole di Karhi «gettano le basi per il giorno in cui il governo perderà le elezioni e annuncerà di non voler rispettare le sentenze dei tribunali». La Corte ha accolto otto ricorsi contro la legge, che amplia in modo significativo l’influenza del governo sul settore televisivo e radiofonico israeliano, senza però congelarla interamente, poiché la maggior parte delle disposizioni non entra subito in vigore; tra quelle sospese figura l’abolizione della separazione strutturale tra le testate giornalistiche e le loro emittenti madri, una norma che tutelava le redazioni da possibili ingerenze politiche e commerciali.

