In queste ore l’Hotel Ariston di Paestum ospita riservisti dell’esercito israeliano. Un esercito che, secondo dati ONU e organizzazioni umanitarie internazionali, ha ucciso decine di migliaia di civili a Gaza, tra cui oltre 15.000 bambini.
Fuori dall’albergo, in questi giorni, ci sono cittadini che presidiano pacificamente, che portano cartelli, che chiedono una cosa semplice: non nel nostro nome, non a casa nostra.
La risposta delle istituzioni? La polizia schierata a proteggere i riservisti, non i manifestanti.
Mentre il mondo discute di crimini di guerra, di genocidio, di responsabilità collettive, in un hotel della costa campana chi porta una divisa macchiata di sangue viene accolto e tutelato. Chi porta un cartello viene vigilato come una minaccia.

