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11 July 2026

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Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

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[Israele] Una mezza anguria sulle scarpe fa tremare l’opinione pubblica israrliana

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[Italia] Leonardo Spa e Roberto Cingolani denunciati per complicità con il genocidio di palestinesi

Un gruppo di organizzazioni della società civile, tra cui Assopace Palestina, A Buon Diritto, Attac Italia, Arci, Acli, Pax Christi e Un Ponte Per, insieme alla cittadina palestinese Hala Abulebdeh, ha avviato un’azione legale contro Leonardo Spa e le sue cotrollate per la stipula di contratti di fornitura di armi con lo Stato di Israele, considerati contrari al diritto italiano e internazionale. La famiglia di Abulebdeh è stata uccisa nei bombardamenti dell’esercito israeliano a Khan Yunis, a Gaza, nel dicembre 2023, episodio che ha contribuito a motivare l’iniziativa.

Il ricorso, depositato presso il Tribunale civile di Roma il 29 settembre, mira a ottenere l’annullamento dei contratti, giudicati incompatibili con l’articolo 11 della Costituzione  (leggi l’art.11 della Costituzione) — che sancisce il ripudio della guerra —, con la legge 185/1990 sul commercio di armi e con vari trattati internazionali. I ricorrenti sostengono che lo Stato italiano, azionista di maggioranza di Leonardo tramite il Ministero dell’Economia, non abbia esercitato i dovuti controlli previsti per legge.

L’iniziativa rientra nella campagna “In nome della legge. Giù le armi, Leonardo”, che vuole richiamare l’attenzione pubblica sul rispetto del diritto internazionale in un periodo di crescente riarmo globale. Secondo l’avvocato Antonello Ciervo, il procedimento si fonda su una pluralità di norme etiche e giuridiche, comprese quelle interne alla stessa Leonardo, che si è impegnata pubblicamente a rispettare i propri codici etici e gli obblighi di due diligence.

Le associazioni ribadiscono che, se il tribunale dichiarerà nulli i contratti, Leonardo e lo Stato italiano dovranno interrompere qualsiasi collaborazione militare con Israele. Chiedono inoltre il divieto di future esportazioni di armi e tecnologie belliche, in particolare di quelle utilizzate contro la popolazione palestinese. L’avvocato Luca Saltalamacchia ha elencato diversi esempi di armamenti coinvolti, tra cui i velivoli M-346, i cannoni navali Oto Melara e componenti delle bombe GBU-39 prodotte dal consorzio Mbda, di cui Leonardo fa parte.

Questa azione legale, una delle prime in Europa contro un’azienda e un governo dell’UE per la vendita di armi a Israele, rappresenta per le associazioni un atto di responsabilità civile davanti al dramma che colpisce Gaza e la Cisgiordania. Durante la conferenza stampa a Roma, i rappresentanti delle organizzazioni hanno sottolineato che l’iniziativa nasce anche dal silenzio e dall’inazione dello Stato italiano, ritenuti inadeguati di fronte a un conflitto che continua a generare sofferenze e violazioni dei diritti umani.

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