Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto un’azione urgente al Consiglio di sicurezza dell’ONU a seguito delle recenti frappes israeliane che hanno colpito installazioni civili e commerciali a Msayleh, nel Libano meridionale. Secondo il comunicato ufficiale del Grand Sérail, questi attacchi costituiscono una violazione flagrante della risoluzione 1701 e delle modalità del cessate il fuoco adottato lo scorso novembre tra Israele e Hezbollah.
Azione diplomatica urgente
Il ministro degli Affari esteri Joe Raggi ha dichiarato di aver dato istruzioni al rappresentante permanente del Libano presso le Nazioni Unite, Ahmad Arafa, di presentare un reclamo formale. La missione libanese a New York dovrà inoltre diffondere il testo della denuncia come documento ufficiale a tutti gli Stati membri del Consiglio di sicurezza. Diversi esponenti politici, tra cui il presidente Joseph Aoun, hanno condannato le frappes, denunciando la distruzione di centinaia di mezzi da cantiere e sottolineando i «gravi problemi» che esse pongono alla stabilità del paese. Hezbollah, da parte sua, ha esortato lo Stato ad «assumersi le proprie responsabilità» di fronte a un attacco «che non può rimanere senza risposta».
Secondo le prime stime, i bombardamenti su Msayleh hanno causato la morte di una persona e il ferimento di altre sette. Le distruzioni hanno riguardato centinaia di bulldozer ed escavatori, con perdite stimate in diversi milioni di dollari.
Intensificazione delle offensive nel Libano-Sud
Nonostante il cessate il fuoco di novembre 2024, dopo oltre 13 mesi di conflitto, Israele continua a condurre frappes quasi quotidiane e mantiene una presenza in diverse zone lungo la frontiera sud. All’alba di sabato, bombardamenti massicci hanno preso di mira un sito di stoccaggio di materiale da costruzione. L’esercito israeliano ha anche colpito un’auto tra Khirbet Selm e Qalaouiyé, uccidendo un ufficiale di Hezbollah, e ha fatto esplodere una casa nel villaggio di Adaïssé. Nel pomeriggio di domenica, un drone israeliano ha sorvolato Yohmor el-Chaqif, chiamando pubblicamente tramite altoparlanti un ingegnere di nome Tarek Mazraani a lasciare la zona.
Incidenti che coinvolgono l’Unifil
La Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha annunciato che uno dei suoi Caschi blu è rimasto leggermente ferito sabato, dopo che un drone israeliano ha sganciato una granata nei pressi di una delle sue posizioni a Kfar Kila. Si tratta del secondo incidente di questo tipo dall’inizio del mese. La Finul ha condannato questi attacchi, definendoli una nuova grave violazione della risoluzione 1701 e una minaccia alla sicurezza del proprio personale. L’esercito israeliano sostiene che l’operazione mirava a «respingere dei sospetti» intenti a ricostruire un’infrastruttura militare di Hezbollah.
Il mandato della Unifil, prorogato ad agosto per l’ultima volta fino alla fine del 2026, prevede una missione di stabilizzazione congiunta tra Israele e Libano. La forza ONU ha ribadito l’appello alla cessazione immediata di qualsiasi attacco contro i suoi militari, in conformità con gli impegni internazionali a tutela della sicurezza e della pace.

