Il governo libanese ha accusato mercoledì Israele di aver spruzzato il diserbante glifosato lungo la linea di confine condivisa, denunciando un grave atto di contaminazione ambientale e una violazione della sovranità nazionale. Il presidente Joseph Aoun ha definito l’operazione “un crimine contro l’ambiente e la salute pubblica”.
L’accusa arriva a più di un anno dal cessate il fuoco che aveva posto fine alla guerra tra Israele e Hezbollah, ma le tensioni restano alte. Le aree di confine nel sud del Libano, oggi in gran parte disabitate, continuano a subire incursioni e attacchi aerei israeliani, in un contesto di crescente preoccupazione per i rischi ambientali e umanitari.
Secondo quanto riferito dai ministeri libanesi dell’Agricoltura e dell’Ambiente, i campioni prelevati dopo la recente operazione di irrorazione hanno mostrato livelli di glifosato “da 20 a 30 volte superiori alla media” registrata nella zona. In una dichiarazione congiunta, i due ministeri hanno espresso forte allarme per i potenziali danni alla produzione agricola e alla fertilità del suolo, definendo la situazione “una minaccia diretta alla sicurezza alimentare delle comunità di confine”.
Le autorità libanesi hanno chiesto l’apertura di un’indagine internazionale e il coinvolgimento delle Nazioni Unite per monitorare le violazioni ambientali lungo la Blue Line, il confine tracciato dopo il ritiro israeliano del 2000. Da parte israeliana, non è arrivato finora alcun commento ufficiale.

