L’inviato speciale USA per la Siria, Tom Barrack, è tornato in Libano per monitorare l’applicazione dell’accordo di tregua tra Israele e Hezbollah, nella speranza, da parte statunitense, di ottenere anche il disarmo del movimento sciita entro l’anno. Durante la sua ultima visita, Barrack aveva ricevuto la risposta libanese a una proposta americana, mentre la tregua firmata lo scorso novembre viene regolarmente infranta dagli attacchi israeliani e Hezbollah non ha acconsentito a cedere le armi.
Gli Stati Uniti, attraverso Barrack, hanno presentato una tabella di marcia per il disarmo, e hanno avvertito che se il Libano non intraprendesse questa strada e non portasse avanti le riforme, potrebbe rischiare un ritorno a una situazione assimilabile a una “Grande Siria”, suscitando preoccupazioni tra i libanesi che hanno interpretato queste parole come una minaccia di perdita di autonomia.
Per ottenere questo processo, Washington ha chiesto un piano dettagliato all’esercito libanese per il disarmo progressivo di Hezbollah, partendo dal Sud del paese, passando per Beirut e terminando nella Bekaa.

