Terrorismo dei coloni in Cisgiordania: quattro morti in 24 ore
In meno di un giorno, il terrorismo dei coloni israeliani ha causato la morte di quattro palestinesi in Cisgiordania. A Masafer Yatta, i terroristi hanno fatto irruzione nel villaggio uccidendo Amir Shanaran, 27 anni, e ferendo gravemente suo fratello. Poche ore dopo, ad Abu Falah, coloni armati di mazze e pistole hanno attaccato i residenti nel cuore della notte: Thaer Hamayel, 24 anni, e Farea Hamayel, 57 anni, sono stati uccisi sul posto. Mohammed Hassan Murra, 54 anni, è morto in ospedale dopo aver inalato i gas lacrimogeni sparati dall’esercito israeliano — arrivato quaranta minuti dopo l’inizio del raid, non per fermare i terroristi, ma per colpire le vittime. In otto giorni, dall’avvio dell’attacco israeliano e statunitense all’Iran, il terrorismo dei coloni ha già ucciso otto palestinesi.
Impunità totale: la giustizia israeliana non esiste per i palestinesi
L’esercito israeliano replica a ogni strage con dichiarazioni di facciata — “stiamo cercando i responsabili” — ma nella pratica i coloni terroristi non vengono quasi mai interrogati, fermati o arrestati. Nelle rare occasioni in cui qualcuno viene trattenuto, viene rilasciato rapidamente e torna impunito a compiere nuove violenze, arrivando persino a passeggiare in modo provocatorio davanti alle case delle famiglie delle vittime. Da quando l’attenzione internazionale si è concentrata sull’Iran, gli attacchi dei coloni sono aumentati del 25% secondo l’organizzazione Al-Bidar. Parallelamente, il ministro suprematista Itamar Ben Gvir ha ulteriormente allargato la distribuzione di armi ai cittadini ebrei di Gerusalemme, mentre ai palestinesi viene imposto il disarmo — una dinamica che ricorda inquietantemente il periodo che precedette la Nakba del 1948. Il governo israeliano tiene inoltre chiusa la moschea di al-Aqsa durante il Ramadan, negando ai palestinesi persino il diritto fondamentale alla libertà di culto.
Gaza di nuovo sull’orlo della catastrofe
Con la chiusura dei valichi decisa da Israele dopo l’attacco all’Iran, Gaza è ricaduta nell’incubo della carestia: i prezzi dei beni essenziali sono schizzati alle stelle e gli aiuti umanitari sono ridotti a un rivolo. Il terrorismo di Stato israeliano non si ferma: nella notte tra domenica e lunedì, i bombardamenti sul campo profughi di Nuseirat hanno ucciso la giornalista di Qatar Radio Amal Shamali, il giovane Nour Saleh al-Shalalfa e Salsabeel Anwar Faraj, una bambina di soli 12 anni colpita nel sonno. A Khan Younis, Julia al-Qedra, quattro anni, è stata uccisa insieme a suo padre. La distruzione sistematica di case, risorse naturali, animali e scuole in Cisgiordania — come documentato ad esempio a Tayasir e Khirbet Samra — si inserisce in una strategia precisa di sfollamento forzato che ogni giorno spinge centinaia di famiglie palestinesi ad abbandonare le proprie terre.

