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15 January 2026

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[Palestina] Come l’Italia vende armi ad Israele affinché compia il genocidio a Gaza

L’industria italiana della difesa, capeggiata da Leonardo S.p.A. (ex Finmeccanica), mantiene significative relazioni commerciali e industriali con Israele, che si sono intensificate negli ultimi decenni attraverso un complesso sistema di forniture dirette, joint venture e partnership tecnologiche. Nonostante le dichiarazioni governative di sospensione delle nuove autorizzazioni dopo il 7 ottobre 2023, le relazioni militari-industriali tra Italia e Israele continuano attraverso contratti preesistenti e operazioni delle controllate estere.

Le relazioni militari-industriali tra Italia e Israele si articolano attraverso un complesso sistema di forniture dirette, partnership tecnologiche e presenza industriale permanente. Leonardo S.p.A (ceo Cingolani in foto), attraverso le sue controllate e joint venture, mantiene una posizione centrale in questa rete di relazioni, che continua a operare nonostante le dichiarazioni ufficiali di sospensione delle nuove autorizzazioni.

I dati evidenziano come, al di là delle dichiarazioni politiche, l’industria militare italiana continui a essere integrata nel sistema difensivo israeliano attraverso contratti di lungo termine, supporto logistico e partnership industriali strategiche che trascendono i singoli episodi conflittuali.

Le Principali Aziende Coinvolte: Leonardo S.p.A. e le Sue Controllate

Leonardo S.p.A., azienda a partecipazione statale con il Ministero dell’Economia che detiene il 30,2% del capitale, rappresenta il fulcro delle esportazioni militari italiane verso Israele. L’azienda opera attraverso diverse divisioni e controllate:

Leonardo DRS (Stati Uniti): Nel luglio 2022, Leonardo ha completato l’acquisizione dell’israeliana RADA Electronic Industries Ltd., specializzata in radar tattici, sistemi anti-drone e difesa a corto raggio. L’operazione ha creato DRS RADA Technologies, con 248 dipendenti distribuiti in tre sedi israeliane: Netanya, Beit She’an e Beer Sheva.

Alenia Aermacchi: Produce gli aerei addestratori M-346 Master utilizzati dall’Israeli Air Force per la formazione dei piloti dal 2016. Leonardo ha confermato di continuare a fornire “assistenza tecnica da remoto, riparazione materiali e fornitura ricambi” per questi velivoli anche dopo il 7 ottobre 2023, per un valore di circa 7 milioni di euro nel 2024.

Sistemi d’Arma Forniti a Israele

Cannoni Navali OTO Melara Super Rapido 76/62

I cannoni navali prodotti negli stabilimenti Leonardo-OTO Melara di La Spezia rappresentano una delle forniture più significative. Questi sistemi d’arma, dal valore di 440 milioni di dollari, equipaggiano le corvette israeliane della classe Sa’ar 6 “Magen”. Secondo dichiarazioni ufficiali dell’Israeli Defense Force, questi cannoni “prodotti dall’azienda italiana OTO Melara” sono stati utilizzati nei bombardamenti navali contro Gaza.

I cannoni Super Rapido MF hanno una cadenza di tiro di 120 colpi al minuto e una gittata massima di 20 chilometri, rendendoli particolarmente efficaci per il bombardamento costiero.

Programma F-35 Lightning II

L’Italia partecipa al programma multinazionale F-35 attraverso la Final Assembly and Check Out (FACO) di Cameri, dove vengono prodotte le ali per tutti gli F-35 mondiali e assemblati i velivoli destinati a vari paesi partner. I componenti italiani sono presenti in ogni F-35 costruito, inclusi quelli in dotazione all’Israeli Air Force.

Gli F-35 israeliani, denominati “Adir”, hanno partecipato attivamente ai bombardamenti su Gaza, Yemen, Libano e Siria. L’aeronautica israeliana opera attualmente con una flotta di circa 50 F-35, con programmi di espansione futuri.

Dati Economici delle Esportazioni

Volumi di Esportazione Recenti

Secondo i dati ufficiali dell’ISTAT e dell’UAMA (Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento), le esportazioni italiane verso Israele hanno mostrato i seguenti trend:

  • 2020: 21,4 milioni di euro di autorizzazioni

  • 2022: 16,8 milioni di euro

  • 2023: 12,3 milioni di euro (9,9 milioni in autorizzazioni)

  • 2024: 5,2 milioni di euro in esportazioni effettive

Nonostante la sospensione delle nuove autorizzazioni dal 7 ottobre 2023, nel 2024 sono state registrate 212 operazioni di esportazione per 4,2 milioni di euro, relative a licenze precedenti.

Importazioni dall’Industria Militare Israeliana

Paradossalmente, l’Italia è anche un importante importatore di tecnologie militari israeliane. Nel 2024, le importazioni di armamenti da Israele hanno raggiunto 37 milioni di euro, rappresentando oltre il 20% del totale delle importazioni militari italiane.

Partnership Industriali e Acquisizioni

L’Acquisizione di RADA Electronic Industries

L’operazione più significativa è stata l’acquisizione nel 2022 di RADA Electronic Industries da parte di Leonardo DRS per un valore non specificato. RADA, quotata al NASDAQ e alla Borsa di Tel Aviv, aveva un fatturato 2021 di 117 milioni di dollari.

La fusione ha creato una società combinata con ricavi per 2,7 miliardi di dollari e ha stabilito una presenza industriale permanente di Leonardo in Israele.

Contratti Militari Attivi

Leonardo DRS si è aggiudicata contratti per la fornitura di:

  • Rimorchi pesanti per carri armati: Contratto da 164,6 milioni di dollari per Heavy-Duty Tank Trailers (HDTT) con consegne previste dal 2027

  • Sistemi radar tattici: Attraverso DRS RADA Technologies per sistemi di protezione attiva “Iron Fist”

Altre Componenti dell’Industria Militare Italiana

RWM Italia e Rheinmetall

RWM Italia, controllata tedesca con stabilimenti a Domusnovas (Sardegna), produce bombe e munizioni che sono finite negli arsenali di paesi mediorientali. Nel 2022, lo stabilimento sardo ha venduto armamenti per 69 milioni di euro nell’area del conflitto mediorientale.

Fiocchi Munizioni e Altri Fornitori

Secondo l’analisi di Weapon Watch, circa 60 aziende italiane hanno venduto armamenti a Israele negli ultimi anni, con le principali sotto controllo governativo diretto o indiretto: Leonardo, Elettronica, Consorzio Iveco-OTO Melara.

Aspetti Normativi e Controversie

La Legge 185/1990 e le Sue Limitazioni

La legge italiana che regola le esportazioni militari vieta formalmente le vendite verso “Paesi in stato di conflitto armato”, ma prevede eccezioni per “obblighi internazionali” e decisioni del Consiglio dei Ministri.

L’UAMA ha sospeso le nuove autorizzazioni dal 7 ottobre 2023, ma ha mantenuto operative le licenze preesistenti “avendone valutato caso per caso” le caratteristiche.

Triangolazioni e Aggiramento dei Controlli

Sono emerse evidenze di possibili triangolazioni attraverso paesi terzi per aggirare i controlli. Nel 2025, le autorità doganali di Ravenna hanno sequestrato un carico di spolette militari diretto in Israele attraverso la Germania, sollevando interrogativi sui meccanismi di controllo.

 

 

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