Qusra è diventata il simbolo ricorrente della violenza dei coloni contro chi tenta di proteggere i palestinesi. Ieri,n gruppo di coloni israeliani ha aggredito quattro persone nell’area di Ras al-Ain, nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus in Cisgiordania occupata. Tra i feriti, due attivisti internazionali, una donna di 71 anni e un uomo di 51, soccorsi dalla Mezzaluna Rossa palestinese e trasportati in ospedale.
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Come sempre accade coloni mascherati hanno assaltato fisicamente volontari stranieri presenti per proteggere le comunità locali, mentre le forze israeliane presenti sulla scena non sono intervenute per bloccare gli aggressori. Non è la prima volta che Qusra è teatro di simili episodi: già nel luglio 2024 coloni dell’insediamento illegale di Esh Kodesh avevano picchiato con bastoni e spranghe un gruppo di attivisti internazionali della campagna “Defend Palestine”, ferendo americani, tedeschi e olandesi; al loro arrivo, i soldati israeliani avevano puntato le armi non contro i coloni ma verso i palestinesi presenti.
Il 29 novembre 2025 la stessa dinamica si era ripetuta a Ein al-Duyuk, vicino Gerico, dove dieci coloni mascherati avevano fatto irruzione di notte nella casa di tre attivisti italiani e una canadese, picchiandoli e rubando passaporti e telefoni. A completare il quadro, il 5 febbraio 2026 le forze israeliane avevano arrestato a Masafer Yatta due giornalisti stranieri, due attivisti internazionali e un militante palestinese anti-insediamenti mentre documentavano un attacco di coloni.
L’impunità è strutturale: l’Onu ha documentato 52 attacchi di coloni nelle sole due settimane tra il 20 gennaio e il 2 febbraio 2026, con 42 feriti palestinesi e nessun aggressore arrestato.
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