Un’eredità che affonda nel tempo
Il villaggio di ‘Amqa sorgeva su una collina rocciosa e irregolare, dove le pendici della Galilea occidentale incontrano la pianura di Accre, a circa 11 chilometri dal capoluogo. Le fonti identificano il sito con la “Amca” dei Crociati, suggerendo una continuità abitativa di lunghissima data. Nel XVI secolo, i registri ottomani indicavano ‘Amqa come un villaggio che pagava tasse su una varietà di prodotti agricoli, tra cui grano, orzo, olive e cotone, dimostrando un’economia rurale già consolidata e diversificata. Le sue case, costruite prevalentemente in pietra, erano circondate da un paesaggio ricco di alberi di fichi e ampi uliveti.
Crescita demografica e vita comunitaria nel mandato
Durante il periodo del Mandato Britannico ‘Amqa visse una fase di significativa crescita demografica. Se nel 1931 il villaggio contava 894 abitanti residenti in 212 case, entro il 1945 la popolazione era salita a 1.240 persone, tutte di religione musulmana. Questo incremento era supportato da un’economia basata sull’agricoltura cerealicola e frutticola, con oltre 3.000 dunum di terra dedicati ai cereali e quasi 1.700 dunum irrigati per i frutteti. Il villaggio disponeva di una propria scuola elementare, fondata dagli Ottomani nel 1887, e di una moschea che fungeva da centro religioso e sociale per la comunità.
L’occupazione e il silenzio del presente
La fine di ‘Amqa avvenne nel luglio del 1948 durante l’Operazione Dekel. Le fonti riportano che la maggior parte degli abitanti fuggì sotto i bombardamenti dell’artiglieria israeliana, sebbene alcune testimonianze suggeriscano che una parte della popolazione rimase fino alla fine del mese prima di essere espulsa. Dopo l’occupazione il sito fu utilizzato per l’insediamento di nuovi coloni e oggi del villaggio originale rimangono solo pochi segni: la scuola e la moschea sono le uniche strutture superstiti, sebbene la moschea sia in stato di degrado con pareti crepata e la scuola venga utilizzata come magazzino. Il resto delle abitazioni è stato ridotto in macerie, coperte oggi da erbacce e arbusti selvatici.

