Vi raccontiamo qui la storia dei villaggi scomparsi a causa di una sistematica opera di spopolamento e distruzione, di esodo forzato e uccisioni, che ha segnato la Palestina dal 1948.
Questo lavoro non è solo una cronaca di case rase al suolo o trasformate in macerie, ma un atto di memoria attiva e fondante per ridare corpo a statistiche altrimenti anonime.
In queste pagine troverete i nomi di centri un tempo vitali, come al-Bassa o al-Kabri, che smettono di essere semplici coordinate per tornare a essere comunità radicate, fatte di scuole, moschee e uliveti secolari. Laddove oggi sorgono parchi posticci o nuovi insediamenti noi cerchiamo di far riemergere la memoria di un mondo rurale millenario i cui frammenti — tra cactus e pietre cadute — testimoniano un’identità che ancora perdura nonostante l’oblio.
La Palestina è matria, non patria, delle nostre migliori battaglie, è un omaggio alla sua storia fondativa e alla liberazione che presto avverrà.

