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Gerusalemme
06 September 2026

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E’ a notte dell’8 settembre 2025. Cinque persone entrano nello stabilimento tedesco della Elbit Systems dopo aver forzato una vetrata....

[Global Sumud Flotilla] “Mi hanno messo due dita nei genitali”, la denuncia di stupro contro i soldati israeliani

Una denuncia per violenza sessuale scuote ancora una volta il caso della Global Sumud Flotilla. Anna Liedtke, giornalista e attivista...

[Italia] Macerie davanti al rettorato: la Federico II tra accordi NATO e complicità nel genocidio

Venerdì 15 maggio, in occasione del 78° anniversario della Nakba, studenti del collettivo Ecologia Politica Napoli hanno depositato delle macerie...

[Palestina] Gaza, doppia tragedia: giornalisti uccisi e vittime della fame

La crisi nella Striscia di Gaza si aggrava ancora, mostrando la sua drammatica portata sia sul fronte umanitario sia su quello della libertà di stampa. Nelle ultime ore, due giornalisti palestinesi, Tamer el-Zaanine e Walaa el-Jabari, sono stati uccisi in bombardamenti israeliani. Secondo il bureau dei media del governo di Gaza, il bilancio sale così a 231 operatori dell’informazione uccisi dall’inizio delle ostilità nell’ottobre 2023. Tamer el-Zaanine era noto come foto-reporter per varie testate mentre Walaa el-Jabari ricopriva il ruolo di caporedattrice in diversi organi di stampa locali. Le autorità della Striscia hanno denunciato la “sistematica eliminazione” di giornalisti palestinesi, sottolineando come questi attacchi rappresentino un grave attentato al diritto di informare e alla sicurezza dei professionisti dei media.

A questa lunga lista di vittime della guerra si aggiungono oggi anche dieci persone morte per fame o malnutrizione nelle ultime 24 ore, secondo quanto comunicato dagli ospedali locali e dal ministero della Salute. Il totale delle vittime della carestia nella Striscia tocca quota 111 dall’inizio del conflitto. La grave insicurezza alimentare, la distruzione delle infrastrutture sanitarie e la difficoltà di accesso agli aiuti umanitari rendono la situazione sempre più insostenibile per la popolazione civile, intrappolata in un territorio devastato e ormai ridotto allo stremo.

Le due notizie, insieme, raccontano di una crisi che colpisce non solo nel corpo, con la fame e la privazione, ma anche nella voce, silenziando chi cerca di testimoniare la realtà del conflitto di Gaza.

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