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11 July 2026

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[Regno Unito] Il boia e il socio, come Londra finanzia con il commercio la pena di morte contro i palestinesi

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[Palestina] Il “Board of Peace” di Trump annuncia 7 miliardi per Gaza, ma Hamas non si disarma

Durante la prima riunione del cosiddetto Board of Peace — l’organismo voluto da Donald Trump al quale molti alleati occidentali degli Stati Uniti si sono rifiutati di aderire — il presidente americano ha annunciato contributi per oltre 7 miliardi di dollari destinati a un pacchetto di aiuti per Gaza. A mettere mano al portafoglio sono stati Kazakhstan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrain, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait. A questi si aggiungono 2 miliardi promessi dalle Nazioni Unite per l’assistenza umanitaria e 75 milioni che la FIFA si è impegnata a raccogliere per progetti legati al calcio nella Striscia.

Le perplessità di diversi Paesi — tra cui Regno Unito, Canada, Francia e Germania — riguardano la natura stessa dell’organismo: temono che il Board possa essere utilizzato per marginalizzare l’ONU piuttosto che collaborarci. Per rispondere a queste preoccupazioni, Trump ha assicurato che Washington lavorerà “a stretto contatto” con l’ONU, promettendo in un certo senso di “riportarla in gioco”.

il disarmo di Hamas

Il nodo centrale rimane il disarmo di Hamas, condizione imprescindibile per qualsiasi piano di ricostruzione. Netanyahu ha ribadito che Israele — d’accordo con gli Stati Uniti — non consentirà la ricostruzione di Gaza finché la Striscia non sarà smilitarizzata. Trump si è detto ottimista, sostenendo che Hamas “sembra” intenzionato a cedere le armi. La realtà sul terreno racconta però un’altra storia: Hamas non ha dato alcun segnale concreto in questa direzione e, stando alle testimonianze dei gazawi, starebbe anzi rafforzando il proprio controllo sulla Striscia. Fino ad ora, il gruppo ha condizionato pubblicamente qualsiasi discorso sul disarmo al ritiro israeliano da Gaza.

approfindimento: Board of Shits, quando il campo del genocidio e degli affari si sovrappongono

Una forza di polizia da costruire da zero

Sul fronte della sicurezza, il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov — nominato alto rappresentante per Gaza nell’ambito del Board — ha annunciato che è già iniziato il reclutamento di una nuova forza di polizia palestinese di transizione: nelle prime ore dall’apertura delle candidature si sarebbero già registrate oltre 2.000 domande. Il piano prevede che questa forza, adeguatamente selezionata e formata, assuma il controllo della sicurezza con il supporto di una Forza internazionale di stabilizzazione, affiancata da Israele ed Egitto. Sia Washington che Tel Aviv escludono però che la nuova polizia possa essere composta da elementi dell’attuale corpo di polizia controllato da Hamas o semplicemente dai corpi di sicurezza dell’Autorità Palestinese in Cisgiordania. Il punto di partenza è quindi zero, e la sfida è enorme.

Il rischio della frammentazione

Mladenov ha lanciato un avvertimento chiaro: senza progressi rapidi e concreti, Gaza rischia di restare divisa in due zone — una sotto occupazione israeliana, l’altra sotto il controllo di Hamas — e separata dalla Cisgiordania. Uno scenario simile renderebbe di fatto impossibile la nascita di uno Stato palestinese indipendente, senza garantire sicurezza né ai palestinesi né agli israeliani.

 

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