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16 January 2026

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Da Marsiglia ad Amburgo, passando per il Pireo e Tangeri: i lavoratori portuali europei trasformano i porti in bastioni anti-guerra mentre i governi tacciono

Il Fronte Francese della CGT: L’Avanguardia della Resistenza

I portuali francesi della Confédération Générale du Travail (CGT) hanno scritto il primo capitolo della resistenza europea, bloccando a Marsiglia 14 tonnellate di componenti per mitragliatrici destinate all’esercito israeliano. “I lavoratori portuali del Golfo di Fos e Marsiglia non parteciperanno al genocidio in corso orchestrato dal governo israeliano”, hanno dichiarato i sindacalisti della CGT Port & Docks, rifiutandosi di caricare i container sulla nave Contship Era diretta ad Haifa.

L’operazione non è stata improvvisata: la rete di intelligence operaia europea aveva ricostruito che si trattava della terza spedizione simile dall’inizio del 2025, con 19 pallet di componenti metallici prodotti dall’azienda marsigliese Eurolinks e destinati alle mitragliatrici Negev 5. I sindacalisti francesi hanno dimostrato che “il porto di Marsiglia non deve servire ad alimentare l’esercito israeliano”, trasformando lo scalo francese nel primo porto europeo ufficialmente “libero dalle armi”.

La Cgt a bordo della Flotilla

La Grecia dell’ENEDEP: Il Pireo Come Fortezza Anti-Israeliana

Il sindacato greco ENEDEP (Sindacato dei lavoratori addetti alla movimentazione dei container) del Pireo ha elevato la resistenza a livello di battaglia di classe internazionale. Markos Bekris, presidente dell’ENEDEP, ha guidato il blocco di container di proiettili sulla nave Marla Bull dichiarando: “Qualsiasi tentativo del governo ellenico, della Cosco o di chiunque altro di renderci complici dello sterminio in Palestina si scontrerà con la nostra resistenza”.

Il sindacato greco, affiliato al PAME (braccio sindacale del Partito Comunista Greco), ha sviluppato una strategia di presenza costante sulle navi sospette, come dimostrato nel blocco dei cinque container di acciaio militare sulla nave cinese COSCO Shipping Pisces. I portuali greci hanno inviato messaggi di solidarietà internazionale ai colleghi genovesi tramite video, consolidando il coordinamento europeo.

Spagna e Germania: L’Asse Nord-Europeo della Resistenza

Il sindacato spagnolo Coordinadora, che domina il lavoro portuale nei maggiori scali iberici, opera in un contesto governativo favorevole. Il premier Pedro Sánchez ha consolidato l’embargo sulle vendite di armi a Israele con un decreto-legge che “stabilisce il divieto legale e permanente di comprare e vendere munizioni e equipaggiamento militare a Israele” e vieta il transito attraverso i porti spagnoli di navi che trasportano combustibili per le forze armate israeliane.

In Germania, i sindacalisti di ver.di di Amburgo hanno espresso “piena solidarietà” alle azioni dei portuali genovesi. Taro Tatura, portavoce ver.di per i lavoratori aeroportuali, e Malte Klingforth per i marittimi, hanno dichiarato: “I portuali genovesi hanno mostrato grande coraggio nei loro sforzi contro la guerra imperialista e continuano ad essere un faro per i lavoratori di tutto il mondo”.

Il Maghreb in Prima Linea: Il Coraggio dei Portuali Marocchini

I portuali marocchini dell’ODT (Organizzazione Democratica del Lavoro) hanno dimostrato il coraggio maggiore, operando in un contesto geopolitico complesso. A Tangeri, 18 dei 20 gruisti si sono rifiutati di utilizzare le macchine per la manutenzione della nave Nexoe Maersk, sospettata di trasportare componenti per gli F-35 israeliani. I sindacalisti marocchini hanno dichiarato: “In solidarietà con il popolo palestinese, i portuali impediscono la consegna di pezzi di ricambio per l’aviazione israeliana”.

L’azione marocchina assume particolare significato considerando i rapidi Abramo tra Marocco e Israele e i controversi accordi di cooperazione militare che vedono il Regno alauita acquistare droni israeliani per il conflitto nel Sahara Occidentale.

La Federazione Europea ETF: 75.000 Lavoratori Uniti

La Sezione Portuali della Federazione Europea dei Trasporti (ETF), che rappresenta oltre 75.000 lavoratori portuali europei, ha fornito la copertura sindacale ufficiale alla resistenza. Il segretario Marc Loridan ha dichiarato: “Come portuali sappiamo che gli scali marittimi sono porte di connessione e cooperazione. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alle atrocità di massa”.

L’ETF ha ufficialmente riconosciuto la Global Sumud Flotilla come atto importante di solidarietà e ha condannato “la criminalizzazione dei portuali e dei lavoratori dei trasporti che, agendo di coscienza, rifiutano di essere complici nella guerra”. Il coordinamento ha raggiunto l’apice con la dichiarazione congiunta delle maggiori confederazioni europee – CGT Francia, FGTB Belgio, CGIL Italia, CCOO e UGT Spagna – che hanno espresso “pieno sostegno alla Global Sumud Flotilla” e condannato “con forza il genocidio in corso”.

L’incontro di Genova del 26-27 settembre rappresenta l’evoluzione di un movimento che ha trasformato i porti mediterranei in “campi di battaglia strategici” dove i lavoratori europei dimostrano che “la guerra non deve mai essere normalizzata” e che “la voce dei lavoratori deve essere rispettata”.

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