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10 October 2026

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Il Senato blocca la proposta di sospendere la vendita di armi a Israele

Il Senato degli Stati Uniti ha respinto, nella serata di ieri, due proposte di legge che avrebbero vietato la vendita di armi a Israele nel mezzo della grave crisi umanitaria che coinvolge la Striscia di Gaza. I due disegni di legge, presentati dal senatore indipendente Bernie Sanders, hanno ricevuto una netta opposizione da parte della maggioranza dei senatori, con risultati di voto rispettivamente di 73 contro 24 e 70 contro 27. Questo voto evidenzia le divisioni all’interno del Congresso americano rispetto al coinvolgimento militare e politico degli Stati Uniti nel conflitto israelo-palestinese.

Sanders, nel suo discorso prima della votazione, ha voluto sottolineare una distinzione fondamentale: pur riconoscendo il ruolo di Hamas nell’avvio della guerra, ha rimarcato che «non è Hamas a far morire di fame i bambini oggi». Ha posto l’accento sulla responsabilità morale degli Stati Uniti negli eventi attuali, accusando il paese di essere complice nei crimini di guerra che stanno colpendo soprattutto donne e bambini a Gaza. Il suo appello ha trovato il sostegno di altri senatori democratici, come Weep Durbin e Tim Kaine, che hanno fortemente criticato il governo israeliano per la dura politica adottata, evidenziando il dramma umano che si consuma nella regione.

Dal lato opposto, figure chiave come Jim Risch, presidente della Commissione Esteri del Senato, hanno difeso la necessità di continuare a fornire aiuti militari a Israele, inquadrando il conflitto come una conseguenza esclusiva delle azioni terroristiche di Hamas e respingendo qualsiasi accusa che coinvolga Israele o gli Stati Uniti. Secondo lui, la lotta al terrorismo e alla destabilizzazione del Medio Oriente giustifica il sostegno militare fornito da Washington.

Questa dinamica si inserisce in un contesto di tensioni politiche profonde dentro il Senato, che ha già bloccato in passato due simili tentativi di limitare le vendite di armi a Israele fatti dallo stesso Sanders. La vicenda testimonia come negli Stati Uniti il dibattito su questo delicato tema resti fortemente polarizzato, con conseguenze dirette sulle politiche internazionali e sull’evolversi della crisi umanitaria in Medio Oriente.

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